Caldo estremo, ecco quando il corpo non ce la fa più: i segnali da non ignorare

Le ondate di calore mettono a dura prova il nostro organismo e, oltre una certa soglia, il corpo non riesce più a raffreddarsi in modo efficace. È il cosiddetto “punto di rottura”, una condizione che può avere conseguenze molto gravi, soprattutto per anziani, bambini e persone con patologie croniche.

Secondo Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, è ormai dimostrato che i periodi di caldo intenso sono associati a un aumento della mortalità. Per questo i medici invitano a monitorare con attenzione le persone più fragili, mantenere una corretta idratazione e verificare, insieme al proprio medico, eventuali terapie farmacologiche che potrebbero richiedere particolari accorgimenti.

Il limite non dipende solo dalla temperatura

Il caldo non si misura soltanto dai gradi indicati dal termometro. A fare la differenza è anche la cosiddetta temperatura di bulbo umido, un parametro che combina temperatura e umidità e indica quanto il sudore riesca realmente a raffreddare il corpo.

Come spiega il professor Francesco Dentali, quando l’umidità è elevata il sudore evapora con maggiore difficoltà e l’organismo perde gran parte della sua capacità di disperdere il calore. A influire sono anche età, esposizione al sole, attività fisica e presenza di malattie croniche.

Cosa succede quando si supera il limite

Per difendersi dal caldo il corpo aumenta la sudorazione e dilata i vasi sanguigni della pelle, costringendo però il cuore a uno sforzo maggiore. Se il calore continua ad accumularsi compaiono i primi sintomi dell’esaurimento da calore: forte stanchezza, nausea, mal di testa, crampi, vertigini e disidratazione.

Nei casi più gravi la temperatura corporea può superare i 40 gradi, provocando danni a reni, fegato, muscoli e sistema nervoso, fino al coma e all’insufficienza multiorgano. Si tratta del colpo di calore, un’emergenza medica che richiede un intervento immediato.

Come intervenire e quando chiamare i soccorsi

Ai primi segnali è fondamentale interrompere qualsiasi attività fisica, spostarsi in un luogo fresco o climatizzato e iniziare a raffreddare il corpo con acqua fresca, asciugamani bagnati o ventilatori. È inoltre importante bere regolarmente acqua e reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, senza aspettare la comparsa della sete.

Abiti leggeri e chiari aiutano a disperdere il calore. Se invece compaiono confusione, difficoltà a camminare, vomito persistente, perdita di coscienza o la pelle diventa molto calda e smette di sudare, bisogna chiamare immediatamente i soccorsi: intervenire rapidamente può fare la differenza ed evitare conseguenze irreversibili.

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