Tumori, oltre metà degli italiani dice no agli screening: più di 50 mila diagnosi mancate

Più di 14 milioni di italiani, nel 2024, sono stati invitati a partecipare ai programmi di screening organizzati dal Servizio sanitario nazionale per la diagnosi precoce dei tumori della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. Tuttavia, oltre 7,5 milioni di persone, pari al 54% degli aventi diritto, hanno scelto di non aderire, rinunciando a uno degli strumenti più efficaci per individuare precocemente il cancro.

È quanto emerge dal Report 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening, analizzato dalla Fondazione Gimbe, che lancia un nuovo allarme sull’importanza della prevenzione. Secondo il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, il basso tasso di adesione e le marcate disuguaglianze territoriali continuano a limitare l’efficacia dei programmi di screening, con un bilancio che supera i 50.300 tumori e lesioni precancerose non intercettati.

Screening tumori, forti differenze tra le Regioni

L’analisi evidenzia una situazione molto eterogenea sul territorio nazionale. Alcune Regioni riescono a garantire una copertura pressoché completa degli inviti e mettono in campo strategie per recuperare chi non risponde alla prima convocazione. Altre, invece, restano ben al di sotto degli standard attesi.

Tra le performance peggiori figurano la Valle d’Aosta, che registra la copertura più bassa negli inviti per lo screening del tumore della mammella (58,1%), la Calabria per quello della cervice uterina (74,3%) e la Sardegna per il tumore del colon-retto (60,8%).

Adesioni ancora troppo basse

Le criticità non riguardano soltanto gli inviti, ma anche la partecipazione dei cittadini. La Calabria è la Regione con i livelli di adesione più bassi: solo il 4,5% degli invitati partecipa allo screening per il tumore del colon-retto, il 12,2% a quello della cervice uterina e il 15,2% a quello della mammella. Valori molto contenuti anche in Sicilia e Campania.

Le conseguenze di questa scarsa partecipazione sono rilevanti. Secondo la Fondazione Gimbe, nel corso del 2024 i programmi di screening non sono riusciti a intercettare oltre 11 mila tumori della mammella, di cui più di 2.300 invasivi ma di piccole dimensioni, quasi 9.700 lesioni precancerose della cervice uterina, circa 4.700 tumori del colon-retto e quasi 25 mila adenomi avanzati. In totale, oltre 50.300 tumori e lesioni precancerose che avrebbero potuto essere individuati precocemente, consentendo un percorso diagnostico e terapeutico tempestivo.

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