Christian Eriksen, nuovo malore in campo: il defibrillatore impiantabile gli salva la vita

Cinque anni dopo il dramma che sconvolse il mondo del calcio agli Europei del 2021, Christian Eriksen è tornato a vivere momenti di grande paura in campo. Durante l’amichevole tra Danimarca e Ucraina disputata a Odense, il centrocampista danese si è improvvisamente accasciato al suolo dopo circa un’ora di gioco, facendo riaffiorare nella mente di tifosi e compagni le immagini del suo arresto cardiaco avvenuto durante la sfida contro la Finlandia. Fortunatamente, tutto è andato per il meglio.

A fare la differenza è stato il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) che Eriksen porta dal giugno 2021. Secondo quanto riferito dal medico della nazionale danese, Morten Boesen, il dispositivo avrebbe reagito correttamente all’anomalia cardiaca, intervenendo come progettato e consentendo al giocatore di riprendersi in tempi rapidissimi. Eriksen avrebbe perso conoscenza solo per pochi istanti, tornando subito vigile e riuscendo addirittura a lasciare il terreno di gioco sulle proprie gambe.

Lo stesso calciatore, attraverso un messaggio pubblicato sui social dopo il ricovero, ha spiegato che il suo defibrillatore impiantabile “ha fatto esattamente ciò per cui è stato progettato”, rassicurando tutti sulle proprie condizioni di salute e confermando di essere già tornato a casa con la famiglia.

Cos’è il defibrillatore impiantabile e perché può salvare una vita

L’episodio offre l’occasione per ricordare l’importanza dell’ICD, il dispositivo che ha consentito a Eriksen di continuare la propria carriera sportiva ad alti livelli. Si tratta di un piccolo apparecchio elettronico inserito sotto la pelle e collegato al cuore tramite elettrocateteri. La sua funzione è monitorare costantemente il ritmo cardiaco e intervenire automaticamente quando rileva aritmie potenzialmente fatali.

In presenza di un battito pericolosamente rapido o irregolare, il dispositivo può erogare una scarica elettrica capace di ripristinare il normale ritmo del cuore in pochi secondi. È proprio ciò che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe accaduto durante il nuovo malore del centrocampista danese.

Dal dramma del 2021 al ritorno in campo

Il 12 giugno 2021 Eriksen era stato colpito da un arresto cardiaco durante una partita degli Europei. In quell’occasione i soccorritori e il personale medico intervennero immediatamente con la rianimazione cardiopolmonare e la defibrillazione sul terreno di gioco, salvandogli la vita. Nei giorni successivi gli venne impiantato un defibrillatore automatico, considerato necessario per prevenire eventuali nuovi episodi.

L’impianto del dispositivo pose fine alla sua esperienza in Serie A, poiché il regolamento italiano non consente l’attività agonistica a chi porta un ICD. Eriksen ripartì quindi dalla Premier League, prima con il Brentford e poi con il Manchester United, dimostrando che una corretta gestione clinica può consentire, in casi selezionati, un ritorno all’attività sportiva.

Un messaggio importante per la prevenzione

Il nuovo episodio vissuto da Eriksen, pur nella sua drammaticità, rappresenta anche una testimonianza concreta dell’efficacia delle moderne tecnologie cardiologiche. Se nel 2021 furono decisivi i soccorsi immediati e il defibrillatore utilizzato sul campo, oggi è stato il dispositivo impiantato nel suo corpo a riconoscere il problema e a intervenire tempestivamente.

Una dimostrazione di come diagnosi, monitoraggio e innovazione tecnologica possano fare la differenza tra una tragedia e una storia a lieto fine. E di come, per molte persone affette da disturbi del ritmo cardiaco, un defibrillatore impiantabile possa rappresentare un vero e proprio salvavita.

Credit Photo: SkySport

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