Trattamento laser contro gli angiomi: un caso clinico – Dott.ssa Marina Romagnoli

Le piccole neoformazioni vascolari della pelle, come angiomi e papule fibrose, sono condizioni molto comuni che possono presentarsi in diverse aree del corpo. Oggi le tecnologie laser rappresentano una delle soluzioni più avanzate per il loro trattamento, grazie alla possibilità di agire in modo mirato sui vasi sanguigni responsabili della lesione, riducendo il rischio di lasciare segni sulla pelle.

Noi di Qui Salute Magazine siamo entrati nello studio della Dott.ssa Marina Romagnoli, dermatologo, per conoscere da vicino un caso seguito in ambito dermatologico e comprendere come l’analisi della lesione e l’utilizzo delle tecnologie più evolute possano fare la differenza nel percorso di trattamento.

L’analisi della lesione prima del trattamento laser

«Questo è il caso di una giovane paziente con piccole neoformazioni vascolari: angiomi e papule fibrose. Contrariamente a quello che si può pensare, quando dobbiamo eliminare con il laser queste neoformazioni — e parlo di laser perché, ad oggi, è una delle tecnologie più avanzate che ci permette di eliminarle senza lasciare segni — il risultato dipende da diversi fattori.

A volte è sufficiente una sola seduta, altre volte può essere necessario qualcosa in più, ma l’obiettivo è sempre quello di ottenere una rimozione efficace senza residui cicatriziali, se il trattamento viene eseguito correttamente. Quando le lesioni hanno poca vascolarizzazione, però, possono essere più difficili da trattare. Il laser, infatti, riconosce il proprio bersaglio, che in questo caso è l’emoglobina contenuta nei vasi sanguigni. Se questa componente è ridotta, il laser fa più fatica a individuare e trattare la lesione. Quindi, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, una neoformazione di piccole dimensioni e con poca vascolarizzazione può essere più complessa da eliminare rispetto a una lesione più evidente.

Cosa facciamo in studio? Innanzitutto eseguiamo un’analisi fotografica della lesione e valutiamo che possono essere presenti neoformazioni di diverso tipo. Possiamo analizzarle meglio attraverso l’ingrandimento, utilizzando la capillaroscopia e la videodermatoscopia.

Questi strumenti ci permettono di osservare la componente vascolare di ciascuna lesione e ci consentiranno, dopo la seduta laser, di valutare se abbiamo agito nel modo corretto.

Con il laser dobbiamo riuscire a eliminare quella che viene definita l’arteriola nutrice: una volta eliminata questa componente, facilmente anche il resto della lesione tende a scomparire.»

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