Furto di fentanyl a Roma, arriva la stretta del Ministero sulla sicurezza negli ospedali

Casseforti certificate, telecamere, accessi tracciati e controlli delle scorte ogni 48 ore: la bozza di decreto del Ministero della Salute arriva a meno di tre mesi dal furto delle 80 fiale all’Ospedale Israelitico

A meno di tre mesi dal furto delle 80 fiale di fentanyl sparite dalla farmacia dell’Ospedale Israelitico di Roma, il Ministero della Salute è pronto a varare nuove regole per la custodia dei farmaci stupefacenti negli ospedali italiani. La bozza di decreto, elaborata dal dicastero guidato da Orazio Schillaci insieme alle Regioni, dovrebbe approdare in Conferenza Stato-Regioni il 10 settembre.

Il testo — diciannove articoli — punta a fissare standard minimi uniformi per farmacie ospedaliere e territoriali, magazzini, strutture penitenziarie e servizi veterinari. Tra le misure previste: casseforti certificate e inamovibili, sistemi di allarme, accessi elettronici nominativi, videosorveglianza continua e verifica obbligatoria delle giacenze almeno ogni 48 ore. Previsti anche il divieto di deleghe generiche per la vigilanza, l’obbligo di registrare ogni passaggio di chiavi e credenziali tra un turno e l’altro, e contenitori sigillati per il trasporto interno dei medicinali.

In caso di furto o ammanco, la struttura dovrà avvisare il responsabile entro dodici ore, avviare un conteggio straordinario delle scorte e segnalare l’anomalia all’Agenzia italiana del farmaco. Una volta in vigore, il decreto lascerà alle strutture 60 giorni per adeguarsi.

Il caso che ha acceso l’allarme

Il provvedimento nasce dal furto scoperto lo scorso giugno all’Ospedale Israelitico di Roma, dove sono sparite 80 fiale di fentanyl dalla cassaforte della farmacia, senza segni di effrazione. Una quantità sufficiente, secondo le stime, a confezionare fino a 20mila dosi per il mercato illecito — un dato che aveva spinto il governo a convocare un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi. La Procura di Roma aveva aperto un’indagine per furto e detenzione ai fini di spaccio, affidata ai carabinieri del Nas.

Nelle scorse settimane due custodi dell’ospedale sono finiti sotto indagine; gli investigatori cercano ancora di stabilire a chi fossero destinate le fiale. La struttura si è costituita parte lesa, presentando querela contro ignoti.

Le voci del settore

Il presidente della Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo), Arturo Cavaliere, ha chiesto procedure standardizzate per il passaggio di consegne tra i turni, così da garantire tracciabilità delle responsabilità. La Siaarti, dal canto suo, ha ricordato che il farmaco usato in corsia — somministrato da personale formato, con dosaggi controllati — non va confuso con quello che circola sul mercato nero, dove l’assenza di controlli cambia la natura del rischio.

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