Il peggior scenario possibile è diventato realtà: Carlos Alcaraz non sarà a Wimbledon. Il tennista spagnolo ha ufficializzato il forfait per il torneo londinese, confermando le indiscrezioni delle ultime settimane. Alla base della decisione c’è un problema al polso destro che continua a rallentare il recupero e che, al momento, non gli permette ancora di tornare in campo ai massimi livelli.
L’annuncio di Carlos Alcaraz
Ad annunciarlo è stato lo stesso numero due del ranking ATP attraverso i propri canali social: “La mia ripresa sta procedendo per il meglio e mi sento molto meglio, ma purtroppo non sono ancora pronto per poter giocare e per questo devo rinunciare al tour sull’erba a Queen’s e Wimbledon. Sono due tornei davvero speciali per me e mi mancheranno tantissimo. Continuiamo a lavorare per tornare il prima possibile”.
Una notizia pesante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche sul piano fisico. Gli infortuni al polso, soprattutto nel tennis professionistico, rappresentano problematiche particolarmente delicate: ogni colpo, dal dritto al rovescio, fino al servizio, sottopone l’articolazione a continui stress e sollecitazioni. Tornare in campo troppo presto può aumentare il rischio di ricadute o trasformare un problema temporaneo in una condizione più complessa da gestire.
Nel caso di Alcaraz non sono stati diffusi dettagli clinici precisi sull’entità della lesione, ma la durata dello stop lascia intendere che il recupero richieda tempi più lunghi del previsto. Il murciano si era fermato durante l’ATP 500 di Barcellona e da quel momento ha saltato appuntamenti importanti come il Masters 1000 di Madrid e gli Internazionali d’Italia. Adesso arriva anche la rinuncia a Wimbledon, prolungando ulteriormente un’assenza che, per durata, rappresenta una delle più significative della sua carriera.
Tempi di recupero che rimangono variabili
I tempi di recupero per problematiche al polso possono variare sensibilmente: nelle situazioni meno gravi si parla di alcune settimane di stop e fisioterapia mirata, mentre nei casi più complessi il ritorno alla piena attività può richiedere mesi, soprattutto quando si tratta di atleti che sottopongono l’articolazione a carichi elevatissimi come i tennisti professionisti.
Non è la prima volta che il fisico costringe Alcaraz a rallentare. Negli ultimi anni lo spagnolo ha già dovuto fare i conti con diversi stop: dall’infortunio all’avambraccio accusato a Montecarlo fino ai problemi all’adduttore della scorsa stagione. Episodi che raccontano come, nonostante l’enorme talento, la gestione della condizione fisica stia diventando un tema centrale nel percorso del campione spagnolo.
L’assenza dai campi avrà inevitabilmente conseguenze anche sul ranking ATP. Alcaraz perderà infatti punti pesantissimi tra Roland Garros, Queen’s e Wimbledon, lasciando ulteriore spazio a Jannik Sinner, pronto ad aumentare il vantaggio in classifica nelle prossime settimane.
Per ora, però, la priorità sembra essere una sola: recuperare completamente. Perché nel tennis moderno, soprattutto quando si parla di un’articolazione delicata come il polso, anticipare i tempi può diventare un rischio che nessun atleta vuole correre.
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