Preoccupazione crescente nella Repubblica Democratica del Congo, dove l’emergenza legata all’Ebola continua ad aggravarsi. A lanciare l’allarme è Trish Newport, responsabile del programma emergenze di Medici Senza Frontiere (MSF), impegnata da Ginevra nel coordinamento degli aiuti destinati alle aree maggiormente colpite dall’epidemia.
Ebola, la delicata situazione nel territorio
La situazione sul territorio viene descritta come estremamente delicata: a pochi giorni dalla conferma del focolaio, i casi sospetti hanno già superato quota 300 (dato aggiornato al 17 maggio), mentre i decessi registrati sono oltre cento. A rendere ancora più complesso lo scenario è la tipologia del virus individuata: si tratta infatti del sierotipo Bundibugyo, una variante rara dell’Ebola che, secondo MSF, si presenta solo per la terza volta nella storia.
Un elemento che aumenta ulteriormente l’allerta riguarda l’assenza di strumenti specifici per contrastare questa variante. A differenza di altri ceppi del virus, infatti, non risultano disponibili vaccini o trattamenti dedicati, mentre anche le capacità di diagnosi e test restano fortemente limitate.
Le strutture sanitarie vicine al collasso
Particolarmente critica la situazione nelle strutture sanitarie. Durante il fine settimana, alcuni pazienti con sintomi sospetti sono arrivati all’ospedale di Salama, dove Medici Senza Frontiere gestisce un progetto chirurgico. Dopo essere stati individuati come possibili casi Ebola, i pazienti sono stati trasferiti all’ospedale di Bunia. Tuttavia, la struttura non ha potuto accoglierli: i reparti di isolamento risultavano già saturi.
Una situazione che, secondo la testimonianza raccolta da MSF, si sarebbe ripetuta anche in altre strutture sanitarie della zona, tutte alle prese con spazi esauriti e un numero crescente di pazienti da gestire. Un quadro che restituisce l’immagine di un sistema sanitario sotto forte pressione.
Si accelera l’invio di materiali e personale specializzato
Nel frattempo, l’organizzazione umanitaria sta accelerando l’invio di materiali e personale specializzato. Tra i rifornimenti in arrivo figurano oltre 3.000 tute complete con dispositivi di protezione individuale, considerate fondamentali per garantire maggiore sicurezza agli operatori sul campo.
Parallelamente, Medici Senza Frontiere sta inviando esperti con esperienza nella gestione delle emergenze Ebola per rafforzare le attività nella regione di Ituri, tra le aree maggiormente colpite, con l’obiettivo di sostenere i centri sanitari e continuare ad assicurare assistenza alla popolazione e supporto agli sfollati.

