Snack confezionati, bibite zuccherate, cereali industriali e piatti pronti non incidono solo sulla qualità dell’alimentazione, ma potrebbero avere effetti diretti anche sulla salute respiratoria dei più piccoli. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Allergy, un consumo elevato di alimenti ultra-processati nei bambini è associato a un significativo aumento del rischio di sviluppare asma nei primi anni di scuola.
Asma, lo studio sui bambini in Spagna
Lo studio, coordinato dai ricercatori del Navarra Institute for Health Research (IdiSNA) di Pamplona, ha monitorato 691 bambini spagnoli di età compresa tra i 4 e i 5 anni, seguiti per un periodo medio di 3,4 anni all’interno del progetto SENDO (Seguimiento del Niño para un Desarrollo Óptimo).
I genitori hanno fornito informazioni dettagliate sulle abitudini alimentari dei figli attraverso questionari, permettendo ai ricercatori di classificare i cibi in base al grado di trasformazione industriale, più che al semplice profilo nutrizionale. Parallelamente, ogni anno sono stati aggiornati i dati relativi a eventuali diagnosi di asma o altre allergie.
Che cosa evidenziano i risultati
I risultati evidenziano un dato chiaro: i bambini che assumono oltre il 30% del fabbisogno energetico giornaliero da alimenti ultra-processati presentano un rischio quasi quattro volte superiore di sviluppare asma rispetto a chi ne consuma meno. Non solo: l’analisi mostra anche una relazione progressiva, per cui all’aumentare della quota di cibi trasformati nella dieta cresce la probabilità di una diagnosi.
“Un maggiore consumo di alimenti ultra-processati potrebbe essere associato a un incremento del rischio di asma nei bambini in età scolare”, sottolineano gli autori della ricerca. Diversamente, lo studio non ha riscontrato correlazioni significative tra il consumo di questi alimenti e altre patologie allergiche.
Un segnale ulteriore, quindi, sull’importanza di monitorare con attenzione la qualità della dieta infantile, soprattutto in una fase delicata come quella della crescita.

