Parliamo di salute al maschile, con un focus su una delle patologie più diffuse tra gli uomini: il tumore alla prostata. Con l’avanzare dell’età, soprattutto dopo i 50 anni, il rischio aumenta in modo significativo, rendendo fondamentale il tema della prevenzione e dei controlli periodici.
Ne abbiamo parlato con il Dott. Carlo Introini, – Direttore S.C. di Urologia presso il Galliera di Genova e presidente nazionale dell’Associazione Urologi Italiani (Auro): “Negli ultimi anni il tumore alla prostata è diventato il più frequente nella popolazione maschile, superando anche il tumore del colon e quello del polmone. È una neoplasia maligna molto diffusa, ma con una caratteristica particolare: nella maggior parte dei casi è completamente asintomatica.”
Chi è il Dott. Carlo Introini
Il Dott. Carlo Introini è Direttore della Struttura Complessa di Urologia presso l’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, dove coordina anche il Centro Multidisciplinare di Chirurgia Robotica e il Centro Regionale per le Malattie della Vescica. È inoltre Coordinatore del Centro Regionale Ligure per le malattie rare dell’apparato genitourinario in età adulta.
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pisa e specializzato in Urologia all’Università di Trieste, ha maturato importanti esperienze internazionali negli Stati Uniti, con periodi di formazione presso la Tulane University di New Orleans e la University of California di San Diego.
Docente nella Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università di Genova, è esperto in chirurgia mininvasiva, videolaparoscopica e robotica, con particolare attenzione alla gestione multidisciplinare delle patologie urologiche.
Una malattia spesso silenziosa
Uno degli aspetti più critici del tumore alla prostata è la sua natura silenziosa. “Nella stragrande maggioranza dei casi – spiega il Dott. Introini – questa patologia non dà sintomi evidenti. Proprio per questo motivo, non può essere individuata sulla base di segnali clinici precoci, ma solo attraverso controlli mirati.”
A differenza di altre patologie urologiche, quindi, non sempre si manifesta con disturbi urinari evidenti, rendendo ancora più importante la prevenzione.
Il ruolo fondamentale del PSA
Lo strumento principale per la diagnosi precoce è il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico), un esame del sangue semplice ma estremamente efficace. “Il PSA – sottolinea Introini – è un indicatore che permette di individuare precocemente eventuali anomalie. Circola nel sangue e, se alterato, può essere il primo campanello d’allarme che ci consente di approfondire la situazione.” Grazie a questo esame, oggi è possibile intercettare la malattia nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono decisamente più elevate.
Perché la prevenzione salva la vita
L’importanza della prevenzione è centrale. “Parlarne è fondamentale – continua il Dott. Introini – perché nella maggior parte dei casi la diagnosi arriva proprio grazie ai controlli preventivi. Si stima che nove uomini su dieci scoprano un tumore alla prostata esclusivamente attraverso il dosaggio del PSA.”
Una diagnosi precoce consente infatti di intervenire tempestivamente, con percorsi terapeutici personalizzati e spesso meno invasivi, migliorando in modo significativo la prognosi.
Quando iniziare i controlli
Gli specialisti consigliano di iniziare i controlli periodici già dopo i 50 anni, o anche prima in presenza di familiarità o altri fattori di rischio. Una semplice visita urologica associata agli esami del sangue può fare la differenza: individuare precocemente la malattia significa aumentare notevolmente le possibilità di trattamento efficace.

