Il Virus respiratorio sinciziale (Rsv) continua a rappresentare una minaccia importante per la salute pubblica. In Italia provoca ogni anno circa 290mila infezioni respiratorie acute, oltre 26mila ricoveri e circa 1.800 decessi tra gli adulti, colpendo in particolare anziani e persone affette da patologie croniche respiratorie, cardiovascolari, renali o diabete.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una maggiore protezione vaccinale degli adulti, è stata presentata alla Camera dei Deputati la campagna nazionale “I silenzi dell’Rsv”, realizzata dalle associazioni dei pazienti insieme ad Helaglobe, con l’obiettivo di allineare l’Italia alle raccomandazioni già adottate in diversi Paesi europei.
Gli esperti: “Vaccinarsi è fondamentale”
Secondo Massimo Andreoni, membro del Consiglio Superiore di Sanità, il Virus respiratorio sinciziale è ancora oggi largamente sottovalutato nella popolazione adulta, nonostante possa provocare complicanze anche molto gravi. Tra gli effetti evidenziati dagli esperti c’è anche la riduzione del 10% delle ospedalizzazioni per infarto nei soggetti vaccinati, motivo per cui la prevenzione dovrebbe iniziare già durante il periodo estivo in vista dell’autunno.
Nel frattempo il Ministero della Salute sta lavorando all’aggiornamento del Piano nazionale vaccini e del calendario vaccinale. L’obiettivo è valutare l’inserimento della vaccinazione anti-Rsv per gli adulti fragili, tenendo conto degli aspetti scientifici, epidemiologici ed economici.
Informazione ancora insufficiente
Durante il convegno è emersa anche una scarsa conoscenza del virus tra la popolazione. Un’indagine condotta su 500 pazienti vaccinati contro l’influenza ha infatti evidenziato che quasi il 60% non era a conoscenza dell’esistenza del Virus respiratorio sinciziale, confermando la necessità di rafforzare le campagne di informazione e prevenzione.

