Con Eco Delivery il Porto Antico di Genova ripensa la logistica urbana del futuro, un cambiamento necessario di fronte ad “un sistema tradizionale che non regge più”.
Nella nuova puntata di QUI Talk, Rosanna Piturru intervista Alberto Cappato, direttore scientifico del progetto Eco Delivery Genua Waterfront e direttore della Mobilità del Comune di Genova, analizzando le criticità legate all’aumento spropositato delle consegne legate all’e-commerce e a nuove soluzioni intelligenti e sostenibili per farvi fronte.
L’ultimo miglio e l’impatto dell’e-commerce sulla mobilità urbana
«Eco Delivery è un progetto di ricerca che si sviluppa nel Porto Antico per pensare e sperimentare la logistica urbana del futuro». Il cuore del progetto è la gestione dell’ultimo miglio, quel tratto finale della consegna che oggi rappresenta una delle principali criticità per le città contemporanee, sempre più attraversate da flussi logistici legati all’e-commerce.
«L’aumento esponenziale degli acquisti online sta generando furgoni continui che accedono all’area urbana», spiega Cappato. Un fenomeno che non riguarda solo le grandi arterie cittadine, ma che si insinua anche in spazi delicati e ad alta frequentazione. «Questa crescita esponenziale genera una serie di pericoli legati alla sicurezza degli utenti e delle emissioni inquinanti abbastanza rilevanti».
Il Porto Antico di Genova: una città nella città
«Il Porto Antico di Genova è come una piccola città nella città». È da questa definizione che prende forma la scelta del Porto Antico come area di sperimentazione. Si tratta di uno spazio in gran parte pedonale, che ospita attività turistiche, sociali, culturali e aziendali, ed è vissuto quotidianamente da cittadini, lavoratori e turisti. Un contesto complesso in cui «i metodi tradizionali spesso non reggono».
Continua Cappato: «Diventa inimmaginabile pensare che l’aumento così importante di corrieri e di furgoni che sfrecciano in area pedonale possa essere tollerato ulteriormente. Per rispondere alle esigenze di cittadini, lavoratori, utenti e turisti, era necessario organizzarsi diversamente, in maniera più efficiente.
Eco Delivery: concentrare le consegne e ridurre le emissioni
La risposta di Eco Delivery è chiara: «Il progetto tende a ridurre il numero delle consegne, concentrandole in un hub di consegna». A questo si affianca la volontà di «ridurre le emissioni inquinanti utilizzando mezzi a bassa emissione e organizzando le consegne in una maniera più efficiente». Un cambiamento che non è solo tecnologico, ma anche organizzativo e culturale, pensato per adattarsi a contesti urbani complessi e ad alta frequentazione.
Cosa rischiano le città se non si interviene
Rosanna Piturru chiede al suo ospite quali possono essere le conseguenze della mancata innovazione: «Essenzialmente si rischia la paralisi». I corrieri, impegnati in un lavoro sempre più intenso, si devono fermare anche in posizioni non facili, generando un impatto negativo sul traffico». A tutto questo, aggiunge Cappato, si aggiungono le nuove abitudini di consumo: «Ci stiamo abituando a comprare tantissimo online e purtroppo anche a fare molti resi», moltiplicando i movimenti di merci in entrata e in uscita.
Il ruolo delle aziende e il cambiamento dei comportamenti
I risultati della sperimentazione sono molto incoraggianti. Un fattore chiave del progetto è stato il coinvolgimento delle aziende presenti nell’area. «Il Porto Antico accoglie parecchie aziende e circa mille persone lavorano ogni giorno qui», ricorda Cappato. Molte di queste realtà hanno una certa sensibilità ai temi della sostenibilità, elemento che ha favorito l’adesione al progetto. Molto può fare la tecnologia ma la sostenibilità della logistica urbana passa anche dalle scelte quotidiane di chi vive e lavora in città.
Partner del progetto: Consorzio Global, ETT SpA, CIELI – Università di Genova, Porto Antico di Genova S.p.A., Logistica La Lanterna, BM Consulting.



