Tumore diagnosticato a 2 anni, operato a 30: a Roma un intervento innovativo gli restituisce una vita senza dolore

Aveva appena due anni quando gli fu diagnosticato un raro tumore localizzato tra la vescica e la prostata. Da quel momento la sua vita è stata segnata da un lungo percorso fatto di chemioterapia, radioterapia e numerosi interventi chirurgici per ricostruire l’apparato urinario. Oggi, a 30 anni, A. può finalmente guardare al futuro con maggiore serenità grazie a un delicato intervento eseguito all’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma.

Quasi 30 anni accompagnati dal dolore

Per quasi tre decenni il paziente ha convissuto con una situazione anatomica estremamente complessa, conseguenza sia del tumore sia delle cure necessarie per combatterlo. Le sue condizioni si sono aggravate ulteriormente dopo la comparsa di una massiva calcolosi che interessava la neovescica e i reni, una complicanza che aveva reso particolarmente difficile qualsiasi approccio chirurgico.

Dopo aver ricevuto diversi pareri negativi da altre strutture sanitarie, il giovane ha trovato una possibilità di cura presso l’ospedale romano. «Ero spaventato e senza prospettive – ha raccontato –. Nell’ospedale che mi seguiva da sempre mi avevano detto che non c’era più nulla da fare. Una notte, sopraffatto dal dolore, mi sono presentato in pronto soccorso cercando una soluzione».

L’innovativo intervento per rimuovere il tumore

La risposta è arrivata dall’équipe guidata dal professor Alessandro Calarco, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Urologia. I medici hanno pianificato un intervento altamente personalizzato, utilizzando una tecnica laparoscopica innovativa con accessi simultanei che ha consentito di rimuovere i calcoli presenti nei reni, preservare gli spazi addominali e ricostruire la funzionalità della vescica.

«Ci siamo trovati davanti a un caso di straordinaria complessità, con un’anatomia profondamente modificata da trent’anni di trattamenti e interventi – ha spiegato Calarco –. Le tecniche tradizionali non erano sufficienti e abbiamo dovuto progettare una soluzione su misura. Restituire qualità di vita a un paziente così giovane rappresenta il risultato più importante del nostro lavoro».

L’originalità e la complessità della procedura hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica, tanto che il caso è stato presentato al Congresso Nazionale di Urologia come esempio di successo di un approccio chirurgico altamente personalizzato in un contesto clinico particolarmente difficile.

Per A. il cambiamento è stato radicale. Pur dovendo continuare a sottoporsi a controlli e interventi di revisione periodici, oggi può svolgere una vita pressoché normale. «Sono grato ai medici che hanno creduto nella possibilità di aiutarmi – ha raccontato –. Non posso fare sforzi eccessivi o sollevare pesi, ma vivo senza il dolore costante che mi accompagnava ogni giorno. Per me è una conquista enorme».

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli