Neurochirurgia spinale: tra precisione e umanità – Dott. Mattia Bruzzo | QUI Talk

Nella nuova puntata di QUI Talk, Rosanna Piturru ha intervistato il Dott. Mattia Bruzzo, neurochirurgo spinale con oltre 5.000 interventi all’attivo. Un dialogo che va oltre la tecnica chirurgica e prova a raccontare l’uomo dietro il camice, tra disciplina, empatia e una ricerca costante della perfezione.

Una chirurgia dove contano i millimetri

Operare sulla colonna vertebrale significa intervenire su una delle strutture più delicate e complesse del corpo umano. Nervi, midollo e funzionalità motorie sono strettamente interconnessi e ogni gesto richiede la massima precisione.

“Nei momenti cruciali serve concentrazione totale: silenzio, attenzione e controllo assoluto”, racconta il Dott. Bruzzo. In sala operatoria si lavora spesso per ore, in condizioni che richiedono non solo abilità tecnica, ma anche grande resistenza fisica e mentale.

Il perfezionismo come metodo

Dietro l’approccio del Dott. Bruzzo c’è una caratteristica ben precisa: il perfezionismo. Un tratto che non sempre emerge all’esterno, ma che guida ogni intervento.

“Cerco sempre la perfezione in quello che faccio. Pretendo molto da me stesso”, spiega. Un atteggiamento che può tradursi in grande rigore e, talvolta, anche in una severità interiore che accompagna ogni decisione chirurgica.

Dalla passione per la filosofia alla medicina

Se non avesse intrapreso la carriera medica, il Dott. Bruzzo avrebbe probabilmente insegnato storia e filosofia. Una passione nata tra i banchi di scuola grazie a un professore capace di trasmettere non solo conoscenze, ma anche un metodo.

Un elemento che ritorna anche nella sua professione: la capacità di analizzare, comprendere e affrontare problemi complessi con lucidità e struttura.

Corpo e mente: il ruolo dello sport

A differenza di molti colleghi, il Dott. Bruzzo ha scelto uno sport tutt’altro che rilassante: il crossfit. Una disciplina intensa che pratica anche a livello competitivo.

Nata quasi per caso, questa scelta si è rivelata fondamentale per la sua professione. “Mi ha cambiato la vita: postura, resistenza e forza sono essenziali per affrontare interventi lunghi e complessi”, racconta. Un esempio concreto di come la preparazione fisica possa influire direttamente sulla qualità del lavoro in sala operatoria.

L’empatia come guida

Al centro del suo approccio c’è il rapporto con il paziente. Non solo dal punto di vista clinico, ma soprattutto umano. “Cerco sempre di immedesimarmi nella persona che ho davanti”, spiega. La sofferenza dei pazienti è qualcosa che non lascia indifferenti e che richiede un equilibrio delicato: essere empatici senza perdere lucidità. Un aspetto fondamentale per costruire fiducia e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura.

Le soddisfazioni più grandi

Tra i tanti interventi, quelli che lasciano il segno sono spesso legati ai pazienti più giovani. “Quando ragazzi disperati tornano a vivere normalmente, a fare sport, a muoversi senza dolore, è una soddisfazione enorme”, racconta. Immagini e messaggi che arrivano dopo mesi dall’intervento diventano la conferma concreta del valore del proprio lavoro.

Il limite emotivo: i bambini

Se c’è un ambito che mette particolarmente alla prova il Dott. Bruzzo è quello pediatrico. L’esperienza maturata all’Istituto Giannina Gaslini lo ha segnato profondamente: “Avere a che fare con i bambini richiede una forza enorme”, ammette. Anche la sua esperienza personale come padre ha influenzato la scelta di dedicarsi principalmente alla chirurgia degli adulti.

Vita privata e equilibrio

Fuori dalla sala operatoria, il Dott. Bruzzo è prima di tutto marito e padre. Sposato con un’anestesista, condivide con lei non solo la vita familiare ma anche il confronto professionale.

“Ci supportiamo a vicenda, ma cerchiamo anche di non portare sempre il lavoro a casa”, racconta. Un equilibrio necessario per gestire la complessità emotiva di una professione così impegnativa. Tra i ruoli quotidiani, oltre a quello di medico, ci sono anche quelli di papà e… cuoco.

Un consiglio semplice ma fondamentale

In chiusura, il Dott. Bruzzo lascia un messaggio chiaro: prendersi cura del proprio corpo è essenziale. “L’attività fisica è un antidepressivo naturale e migliora la qualità della vita”. Un consiglio che va oltre la medicina e che tocca uno dei pilastri del benessere quotidiano.

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