Sanità privata, oggi giornata di sciopero: sindacati in piazza per il rinnovo dei contratti

Giornata di mobilitazione per il settore della sanità privata: oggi lavoratrici e lavoratori di tutta Italia hanno incrociato le braccia per uno sciopero nazionale di 24 ore, accompagnato da una manifestazione a Roma, in piazza Santi Apostoli.

In piazza, sotto le bandiere di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, il messaggio è chiaro: chi lavora nella sanità privata svolge un servizio essenziale, spesso identico a quello garantito nel pubblico, ma continua a essere trattato in modo diverso. “Svolgiamo un servizio pubblico, vogliamo stessi diritti e stessi stipendi”, è il concetto che accompagna la protesta.

Al centro dello sciopero il mancato rinnovo dei contratti nazionali

Al centro della mobilitazione c’è il mancato rinnovo dei contratti nazionali Aiop e Aris, bloccati ormai da anni: circa otto per la sanità privata e addirittura quattordici per il comparto delle RSA. Una situazione che, secondo i sindacati, penalizza centinaia di migliaia di professionisti tra medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico-amministrativo.

Il nodo principale dello sciopero riguarda salari e tutele, rimasti fermi nonostante l’aumento del costo della vita e un settore che, al contrario, continua a crescere economicamente. I sindacati denunciano infatti un paradosso: mentre i bilanci delle strutture private registrano numeri positivi, i lavoratori restano senza adeguamenti contrattuali e con condizioni inferiori rispetto ai colleghi del Servizio sanitario nazionale.

La protesta di oggi al culmine di una lunga trattativa senza accordi

La protesta di oggi arriva al termine di una lunga trattativa senza risultati concreti. Le organizzazioni sindacali accusano le associazioni datoriali di non voler aprire seriamente il confronto sul rinnovo, subordinando gli aumenti a interventi economici esterni, come quelli di Stato e Regioni.

Intanto, la mobilitazione ha effetti anche sui servizi: in diverse zone del Paese si registrano disagi, con il rischio di rinvii per visite ed esami. A Roma la partecipazione cresce di ora in ora. Centinaia le persone già presenti in piazza, con il sit-in previsto fino alle ore 13. Una protesta che punta a tenere alta la pressione e a ottenere una risposta concreta dopo anni di attesa.

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