I Pfas – sostanze chimiche inquinanti note per la loro capacità di resistere alla degradazione e accumularsi nell’ambiente – sono stati individuati anche nella remota regione all’estremo sud del continente americano, in Patagonia. Un luogo che, almeno sulla carta, dovrebbe essere tra i più incontaminati del pianeta.
La scoperta grazie a braccialetti applicati alle zampe dei pinguini
La scoperta è arrivata grazie a un metodo tanto semplice quanto efficace: dei piccoli braccialetti applicati alle zampe dei pinguini che vivono lungo le coste dell’Argentina. Il risultato è sorprendente: nel 90% dei casi, questi dispositivi hanno rilevato tracce di Pfas nell’ambiente circostante — dall’acqua all’aria, fino alle superfici con cui gli animali entrano in contatto.
Lo studio dimostra un concetto interessante: gli animali possono diventare veri e propri “alleati” della ricerca, aiutando a monitorare l’ambiente in modo non invasivo. In pratica, sono loro stessi a guidare gli scienziati.
Come spiegano i ricercatori, infatti, i pinguini finiscono per “scegliere” i punti di analisi: seguendo le loro abitudini quotidiane, indicano dove è più utile concentrare i controlli. E mentre vivono normalmente, raccolgono dati preziosi sull’ecosistema.
Inquinanti di vecchia e nuova generazione
Dai risultati emerge un altro aspetto preoccupante: non sono stati trovati solo i Pfas più “vecchi”, ma anche quelli di nuova generazione, spesso presentati come alternative più sicure. In realtà, si comportano allo stesso modo: persistono nell’ambiente e riescono a diffondersi su scala globale.
Il fatto che queste sostanze siano state individuate anche in una zona così isolata conferma un problema ormai evidente: gli inquinanti non restano confinati, ma viaggiano e raggiungono anche gli ecosistemi più lontani.
Ora l’obiettivo dei ricercatori è ampliare questo tipo di monitoraggio anche ad altre specie. Tra le possibili “sentinelle” del futuro ci sono, ad esempio, i cormorani, uccelli acquatici capaci di immergersi fino a oltre 70 metri di profondità — e quindi di fornire informazioni ancora più complete su ciò che accade sotto la superficie.

