Sanità pubblica, Legacoop rilancia: “Pronti a mettere in campo 5mila medici per rafforzare il territorio”

Una rete già presente in circa 50 centri sanitari e che potrebbe diventare un supporto concreto anche per Case e Ospedali di Comunità nati con i fondi del Pnrr, ma che spesso oggi fanno i conti con la carenza di personale.

A lanciare la proposta è Legacoop, che punta a costruire un modello di collaborazione tra sanità pubblica e cooperazione privata senza fini di lucro. Il progetto è stato presentato durante l’incontro andato in scena mercoledì 6 maggio al ministero della Salute.

“Mettiamo a disposizione una rete composta da oltre 5mila medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, che seguono circa 7 milioni di cittadini”, ha spiegato il presidente di Legacoop, Simone Gamberini.

“Serve una presenza sanitaria più vicina ai cittadini”

Secondo Gamberini, il problema principale riguarda soprattutto i territori più periferici, ma ormai anche molte città: “Tanti cittadini non hanno più un presidio sanitario vicino e rischiano di restare senza un vero percorso di assistenza”.

L’obiettivo, però, non sarebbe quello di sostituire il sistema pubblico, ma di sostenerlo. “Noi vogliamo collaborare con la sanità pubblica per rafforzarla, non prendere il suo posto. È fondamentale che il pubblico continui a guidare questo processo. Quando manca una regia, le alternative diventano due: o i cittadini pagano di tasca propria oppure rinunciano direttamente alle cure”.

Uno scenario già evidente nei numeri. Oggi sono circa 5,8 milioni gli italiani che rinunciano a curarsi, schiacciati da liste d’attesa troppo lunghe o da costi privati non sostenibili.

Sempre più anziani convivono con malattie croniche

Durante l’incontro è intervenuto anche Giorgio Vittadini, professore di Statistica all’Università Milano-Bicocca e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, che ha acceso i riflettori sull’invecchiamento della popolazione. L’aspettativa di vita in Italia resta alta, arrivando a 83,4 anni, ma gli anni vissuti in buona salute sono molti meno: circa 58.

“La diffusione delle malattie croniche tra gli anziani è ormai molto elevata – ha spiegato Vittadini –. Nel 2024 quasi la metà delle persone tra i 65 e i 74 anni convive con almeno due patologie croniche. Tra gli over 75 la percentuale sale addirittura al 66%”.

A peggiorare la situazione c’è anche il fenomeno della solitudine. Su 9,7 milioni di persone che vivono sole in Italia, quasi la metà ha più di 65 anni. E secondo le stime, entro il 2050 questa quota potrebbe arrivare al 59%.

Salute mentale, emergenza sempre più diffusa

Non ci sono però solo le fragilità legate all’età. Cresce anche il disagio psicologico, aggravato dalle difficoltà economiche e dal clima di incertezza sociale. Secondo i dati dell’Eurobarometro Flash sulla salute mentale del 2023, il 44% degli italiani ha dichiarato di aver sofferto di problemi emotivi o psicosociali.

Per questo, secondo Legacoop, i servizi sanitari di prossimità diventano fondamentali. “Abbiamo investito nelle Case e negli Ospedali di Comunità grazie al Pnrr – ha concluso Gamberini – ma il vero tema oggi è farli funzionare davvero. Senza personale, organizzazione e modelli innovativi, il rischio è quello di avere strutture vuote mentre aumentano i cittadini che rinunciano a curarsi”.

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