Prosegue il percorso di rinnovo dei contratti nel pubblico impiego e adesso i riflettori si spostano sul comparto Sanità. All’Aran, l’Agenzia che segue le trattative per il pubblico impiego, i sindacati hanno fatto il punto sugli aumenti previsti dal nuovo contratto collettivo 2025-2027, che coinvolgerà circa 590mila lavoratori tra infermieri, ostetriche, tecnici sanitari e personale non medico del Servizio sanitario nazionale.
I risultati delle prime simulazioni
Le prime simulazioni parlano di un incremento medio degli stipendi che, a regime, potrebbe arrivare fino a 209 euro mensili. Gli aumenti, però, non saranno immediati né erogati in un’unica soluzione: il percorso sarà progressivo nel corso del triennio.
Nel dettaglio, dal 1° gennaio 2025 è previsto un aumento medio di 48 euro al mese. Dal 2026 l’incremento salirà a 97 euro, mentre dal 2027 l’aumento strutturale raggiungerà i 145 euro mensili. A queste cifre si aggiungeranno poi ulteriori indennità specifiche legate ai diversi ruoli e alle condizioni lavorative, facendo crescere l’incremento medio complessivo fino a quota 209 euro.
Sanità, aumentano le risorse
Parallelamente aumentano anche le risorse messe a disposizione: si parte da 512 milioni di euro nel 2025, per superare il miliardo nel 2026, fino ad arrivare a 1,537 miliardi annui dal 2027.
Secondo le stime dell’Aran, il nuovo contratto porterà a un incremento retributivo complessivo del 7,76% nell’arco dei tre anni. Oltre agli aumenti in busta paga, potrebbero arrivare anche arretrati medi fino a circa 1.200 euro.
Il rinnovo riguarda gran parte del personale del comparto Sanità, con esclusione dei medici dirigenti, per i quali è previsto un percorso contrattuale separato. Tra i lavoratori coinvolti figurano infermieri, ostetriche, operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia, personale amministrativo e professionisti sanitari non medici impiegati nelle strutture pubbliche italiane.
La situazione degli arretrati
Per quanto riguarda gli arretrati, gli importi effettivi varieranno in base a ruolo, anzianità di servizio e indennità percepite. I tempi dipenderanno dalla conclusione dell’iter di approvazione del contratto: l’obiettivo è arrivare alla firma definitiva entro luglio 2026. Successivamente saranno necessari i controlli formali della Corte dei Conti e, una volta completato il percorso, i pagamenti vengono generalmente erogati entro 60-90 giorni. Se i tempi dovessero essere rispettati, aumenti e arretrati potrebbero arrivare tra settembre e novembre 2026.
Il rinnovo del contratto della Sanità viene considerato particolarmente delicato. Negli ultimi anni il sistema sanitario pubblico ha infatti dovuto fare i conti con problemi sempre più evidenti: carenza di personale, concorsi poco attrattivi, aumento delle dimissioni e forte pressione soprattutto nei pronto soccorso e nei servizi di emergenza.
Gli aumenti salariali rappresentano un primo tentativo per rendere nuovamente più attrattivo il lavoro nella sanità pubblica. Tuttavia, i sindacati continuano a sottolineare che il tema economico da solo non basta: tra le richieste restano centrali anche migliori condizioni organizzative, una valorizzazione delle professionalità e interventi concreti per alleggerire i carichi di lavoro.

