L’intelligenza artificiale entra sempre più nella vita quotidiana degli italiani, anche quando si parla di salute. Secondo una recente indagine realizzata dal Censis e presentata durante l’evento “Salute al femminile: la conoscenza che cura”, promosso da Farmindustria, il 63% della popolazione ha già utilizzato strumenti basati sull’IA, mentre quasi una persona su quattro ne fa un uso abituale.
L’applicazione di queste tecnologie riguarda anche il settore sanitario: il 35% degli intervistati dichiara infatti di aver utilizzato l’intelligenza artificiale per ottenere informazioni o supporto su temi legati alla salute.
IA e salute, la differenza tra uomini e donne
Dallo studio emerge però una differenza significativa tra uomini e donne nell’approccio a questi strumenti. Le donne mostrano una maggiore prudenza e attenzione nella gestione delle informazioni ricevute: il 92,3% ritiene infatti indispensabile confrontare sempre quanto ottenuto dall’IA con il parere del medico. Tra gli uomini la percentuale si attesta all’88%.
La ricerca evidenzia inoltre come il 65,3% delle donne e il 58% degli uomini non si sentano completamente a proprio agio nell’affidarsi esclusivamente all’intelligenza artificiale per informarsi in ambito sanitario. Alla base di questa diffidenza ci sono il timore di imbattersi in notizie false e una maggiore fiducia nelle informazioni fornite direttamente da professionisti e persone qualificate.
Italiani, atteggiamento equilibrato nei confronti della tecnologia
Ne emerge un atteggiamento equilibrato nei confronti della tecnologia: gli italiani riconoscono le potenzialità dell’intelligenza artificiale, ma continuano a considerare centrale il rapporto umano, soprattutto quando si parla di salute e benessere.
“L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare prevenzione, diagnosi, ricerca e assistenza sanitaria, ma il fattore umano resta insostituibile”, ha sottolineato il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani. “Le donne, in particolare, interpretano al meglio questo equilibrio tra innovazione, responsabilità e attenzione alla cura”.

