Parkinson, ultrasuoni contro i tremori: il “caschetto” non invasivo dà risultati immediati

Una nuova frontiera nella lotta al Parkinson arriva dal Policlinico Vanvitelli, dove i primi dieci pazienti sono stati trattati con successo grazie a un’innovativa terapia a ultrasuoni guidata da risonanza magnetica. Una procedura non invasiva che consente di ridurre, fino in alcuni casi ad annullare, i tremori tipici della malattia, restituendo autonomia e qualità della vita ai pazienti.

Parkinson, le parole di un paziente sottoposto al trattamento

Tra i primi a sottoporsi al trattamento c’è un ingegnere di 72 anni, che racconta i cambiamenti avuti dopo la terapia: «Il Parkinson aveva limitato quasi completamente la mia indipendenza. Dopo il trattamento il tremore sul lato destro è scomparso: oggi riesco di nuovo a guidare, scrivere, radermi e mangiare senza difficoltà. Mi ha restituito prospettive che pensavo di aver perso».

La nuova tecnologia è rivolta a pazienti con Parkinson resistente ai farmaci e a chi soffre di tremore essenziale, patologia per cui le terapie attuali risultano spesso poco efficaci. Il Policlinico Vanvitelli è il primo centro del Sud Italia a introdurre questo sistema, basato su un caschetto dotato di oltre mille sorgenti ultrasoniche.

Come funziona la terapia innovativa

Durante il trattamento il paziente, sveglio e monitorato costantemente, indossa il dispositivo all’interno di uno scanner per la risonanza magnetica. Gli ultrasuoni vengono indirizzati con precisione millimetrica verso aree cerebrali coinvolte nei disturbi del movimento, agendo direttamente sulla zona responsabile del tremore. L’intera procedura dura mediamente tra le tre e le quattro ore e consente di verificare in tempo reale i benefici motori.

Grande soddisfazione per il risultato raggiunto

Soddisfazione da parte dei vertici dell’Ateneo. Il rettore Gianfranco Nicoletti ha sottolineato come questa metodologia rappresenti un importante passo avanti sotto il profilo della sicurezza, dell’efficacia clinica e del miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

Sulla stessa linea anche il direttore generale dell’Aou Vanvitelli, Mario Iervolino, che evidenzia il ruolo della Campania: oggi è infatti l’unica regione del Mezzogiorno, e una delle poche in Italia, a offrire questa tipologia di trattamento.

I numeri dei primi mesi sembrano confermare i risultati. Dalla fine di novembre sono stati trattati dieci pazienti — quattro affetti da Parkinson e sei da tremore essenziale — con una riduzione dei sintomi compresa tra l’80% e il 100%. «Gli effetti sono stati immediati e stabili nel tempo», ha spiegato Alessandro Tessitore, direttore della Neurologia e presidente della Società Italiana Parkinson Limpe-DisMov. Un risultato che apre nuove prospettive terapeutiche per chi convive quotidianamente con la malattia.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli