Durante il match tra Milan e Parma, il centrocampista rossonero Ruben Loftus-Cheek ha subito un infortunio importante che potrebbe tenerlo lontano dai campi per un lungo periodo.
Il giocatore è stato costretto ad abbandonare il campo dopo uno scontro aereo con il portiere avversario Corvi, che lo ha colpito in pieno volto. Pur non avendo mai perso conoscenza né manifestato sintomi di trauma cranico, gli accertamenti medici effettuati in ospedale hanno evidenziato una frattura dei denti superiori e dell’osso alveolare mascellare, la porzione di osso che sostiene e fissa le radici dei denti nell’arcata superiore.
Che tipo di lesione è la frattura alveolare?
L’osso alveolare è la struttura ossea della mascella nella quale sono inserite le radici dentali. Una sua frattura è una lesione serio-dento-ossea: oltre alla rottura dei denti, l’osso che li contiene può muoversi o spostarsi, causando difficoltà di masticazione, dolore e alterazioni dell’occlusione dentale. Questo tipo di trauma richiede un intervento specialistico perché l’osso e i denti siano riallineati correttamente.
Intervento chirurgico e gestione dell’infortunio per Loftus-Cheek
Per Loftus-Cheek è stato programmato per un intervento chirurgico il cui obiettivo è ricomporre le fratture dell’osso alveolare e dei denti compromessi. Nel trattamento di queste lesioni, soprattutto quando sono associate alla perdita o spostamento di denti, è fondamentale una ricollocazione precisa dei frammenti ossei e degli elementi dentali, spesso con tecniche di splintaggio dentale o fissazione interna.
Nei casi sportivi più gravi, una procedura chirurgica di questo tipo consente di stabilizzare la struttura maxillo-dentale e di ridurre il rischio di complicanze a lungo termine, come malocclusione (denti non allineati correttamente), dolore persistente o alterazioni funzionali della mascella.
Tempi di recupero: cosa ci dice la medicina sportiva
Il tempo necessario per recuperare da una frattura che coinvolge l’osso alveolare e i denti può variare molto in base all’estensione del danno e alla risposta individuale del paziente. In generale:
- Fase iniziale (prime settimane): dopo l’intervento, è fondamentale ridurre l’attività fisica e seguire una dieta liquida o morbida per non sollecitare l’area traumatizzata.
- Guarigione ossea e tessutale (6-12 settimane): l’osso e i tessuti molli richiedono tempo per consolidarsi correttamente. In fratture complesse o quando è necessario un intervento chirurgico, l’attività sportiva di contatto viene sospesa per almeno un paio di mesi o più.
- Ritorno agli allenamenti completi: in sport professionistici ad alto impatto come il calcio, molti specialisti consigliano di aspettare fino a 3 mesi o più prima di tornare in campo senza protezioni, a meno che non si utilizzino dispositivi protettivi specifici (ad esempio maschere facciali) e si segua un programma medico definito.
È importante notare che non esistono protocolli rigidi universalmente accettati per il ritorno allo sport dopo traumi facciali: la decisione finale viene sempre personalizzata dal team medico in base alla guarigione clinica, al rischio di nuovo infortunio e alla sicurezza dell’atleta.
Perché la stagione è a rischio?
La combinazione di una frattura ossea, danni ai denti e la necessità di un intervento chirurgico pone spesso tempi di recupero prolungati e incertezze sulla ripresa dell’attività ad alto livello. Per un calciatore professionista, la priorità resta sempre garantire un recupero completo, riducendo al minimo il rischio di sequel funzionali o estetici.
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