Dott. Moratti, rinosinusite: “Molto più di un semplice raffreddore”

La rinosinusite è una patologia infiammatoria che interessa contemporaneamente la mucosa del naso e quella dei seni paranasali. Ma non si tratta semplicemente di una forma più intensa di raffreddore. Ne parliamo con il Dottor Giuseppe Moratti, Otorinolaringoiatra. 

Dottore, cos’è la sinusite?

La rinosinusite è una patologia molto comune, dovuta all’infiammazione delle mucose delle cavità nasali e dei seni paranasali (cavità ossee situate dietro la fronte, il naso e gli zigomi). La causa più frequente è l’infezione virale. In circa il 90% dei casi il comune raffreddore, a cui si può aggiungere una sovra infezione batterica a causa del ristagno del muco nelle cavità nasali. Quando un raffreddore dura più di 10 giorni è giusto consultare il medico di famiglia.

In base alla durata si classifica in forma acuta quando dura meno di 4 settimane e in forma cronica quando la sintomatologia persiste per più di 12 settimane.

Quali sono le cause e i sintomi principali?

Tra i fattori predisponenti ricordiamo le allergie, il fumo, lo smog, anomalie anatomiche (deviazioni del setto), patologie infiammatorie, polipi nasali, infezioni dentali che possono scatenare sinusiti mascellari. I sintomi sono racchiusi nel naso chiuso ed ostruito, secrezioni dense e maleodoranti, dolore, diminuzione dell’olfatto, rinorrea, ottundimento con ipoacusia per il catarro che ostruisce la tuba uditiva.

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Dott. Giuseppe Moratti, otorinolaringoiatra

Andiamo alla diagnosi

Dopo la visita con il medico di famiglia, il paziente viene indirizzato verso l’otorinolaringoiatra che durante la visita eseguirà una rinoscopia con fibre ottiche per valutare il tessuto infiammatorio e l’occlusione a livello degli osti dei seni paranasali. Vedremo all’interno del naso una forte congestione con secrezioni purulente, inoltre algie, dolore alla palpazione dei seni paranasali. Nella maggior parte dei casi una patologia infiammatoria che si risolve, molto raramente può diffondersi oltre le cavità nasali e i seni paranasali, dando vita a complicanze importanti che possono richiedere ricovero ospedaliero o intervento chirurgico d’urgenza.

Tra gli esami utili c’è la TAC

La TAC si esegue o nelle forme acute, resistenti a qualsiasi trattamento medico in cui si sospetti complicanze; oppure nelle forme croniche per valutare lo stato dei seni paranasali e per valutare la presenza di polipi nasali. In determinate situazioni, oltre alla TAC, è utile eseguire anche una risonanza magnetica del massiccio facciale.

Come si tratta la rinosinusite? 

Nei primi giorni è importante fare molteplici lavaggi nasali con acque termali o soluzioni fisiologiche, spray nasali decongestionanti e terapia antinfiammatoria. Se la sintomatologia va oltre i dieci giorni, si rende necessaria una terapia antibiotica insieme ad una terapia locale con spray nasali cortisonici. Nelle forme croniche può essere indicata anche la terapia chirurgica in videoendoscopia, per rimuovere le secrezioni infiammatorie all’interno dei seni paranasali e per aprire gli osti dei seni paranasali.

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