Intervista a Ludovica Pagani: mente, anima e nuovi orizzonti

Creator, conduttrice, dj e ora anche studentessa di Psicologia. Ludovica Pagani si racconta senza filtri: dalla scoperta della propria strada professionale alla salute mentale, fino al matrimonio e ai progetti futuri.

C’è chi sui social costruisce un personaggio, e chi invece ci mette l’anima. Ludovica Pagani appartiene alla seconda categoria. Bergamasca, classe 1995, è cresciuta davanti agli occhi del pubblico con una naturalezza disarmante: dai primi post alla musica, dalla televisione alla radio, fino alla scrittura e, infine, agli studi universitari in psicologia. Oggi, con milioni di follower, un podcast di successo e un matrimonio all’orizzonte, si racconta con la franchezza che da sempre la contraddistingue. Ne emerge il ritratto di una donna che non smette mai di cercarsi, e di trovarsi.

Ludovica, quando hai capito che la comunicazione e i social sarebbero stati la tua strada?

“A livello professionale, il momento decisivo è stato quando ho chiuso i primi contratti e mi sono avvicinata alle prime agenzie: lì ho capito che stava diventando un lavoro a tutti gli effetti. A livello umano ed emotivo, però, lo sapevo già da subito — sono una persona che ama parlare, stare a contatto con gli altri, esprimersi. Fa parte del mio carattere. Poi ha coinciso con il periodo universitario: stavo studiando Economia, e alla fine il lavoro ha preso il sopravvento, ma sono riuscita comunque a laurearmi”.

Hai condiviso spesso anche lati più personali della tua vita. Quanto conta essere autentici, oggi, sui social? E come è cambiato nel tempo il tuo rapporto con questo mondo?

“L’autenticità è una delle cose migliori che si possano avere, sia nella vita privata che sui social. Ogni persona è diversa — non esiste l’essere uguali l’uno all’altro — e le proprie caratteristiche vanno tirate fuori. In un mondo dove tutti vogliono esporsi, una personalità unica cattura l’attenzione e le persone si affezionano a ciò che trovano solo in te.

Il mio rapporto con i social, però, è stato altalenante — un vero ‘odi et amo’. Ho iniziato con grande entusiasmo, forse con un po’ di ingenuità. Poi ci sono stati momenti difficili, tra cui la perdita di mio nonno, che mi ha allontanata da questo mondo. Ho fatto fatica a rientrare, a lasciarmi andare di nuovo. Ma quei passi mi hanno costretta a riflettere profondamente sul senso del mio lavoro e sul tipo di contenuti che voglio portare”.

Tra i mille impegni, ora stai studiando psicologia. Da dove nasce questo interesse?

“È una storia lunga, che inizia già alla maturità: i miei professori furono unanimi, mi consigliarono di fare Psicologia, non Economia. All’epoca non li ascoltai. Ma quell’intuizione non mi ha mai abbandonata: sono da sempre l’amica che ascolta, che risponde alle due di notte, che cerca di capire le dinamiche degli altri.

Qualche anno fa ho fatto delle sedute da una psicologa e, dopo poche sessioni, mi ha suggerito di iscrivermi a questa facoltà, perché vedeva che ero più avanti sull’interpretare certe dinamiche comportamentali. Così ho fatto, e al primo esame “Psicologia Generale” ho preso “trenta”. Era il segno che aspettavo”.

E dopo la laurea cosa ti piacerebbe fare?

“La sto vivendo come una passione personale, senza troppe aspettative sul futuro. So però che vorrei approfondire la psicologia delle relazioni di coppia.

Sui social mi piacerebbe portare contenuti legati a questi temi, ma solo quando sarò davvero pronta — perché so quanto le parole, in psicologia, possano fare del bene o del male se non usate con la giusta consapevolezza”.

Un messaggio sull’importanza della salute mentale?

“I tassi di depressione sono in aumento e questo ci dice quanto la salute mentale sia oggi una priorità assoluta, al pari di quella fisica — anzi, forse di più.

Quando stai bene di testa riesci a capire come funziona la tua mente e a gestire meglio tutto il resto. Lo stigma esiste ancora, ma si sta sgretolando: oggi sappiamo che ci vanno persone consapevoli e mature. È una scelta intelligente, non una debolezza”.

Hai percorso tante strade diverse: tv, radio, social, musica. C’è un progetto a cui ti senti particolarmente legata?

“Amo tutto quello che faccio, con la stessa intensità ma per ragioni diverse. La conduzione mi dà emozioni uniche. La musica mi libera.

E poi c’è Casa Pagani, il mio podcast, che tornerà presto in una veste completamente nuova di cui sono davvero orgogliosa: sarà uno speciale dedicato al matrimonio, con un mix di format mai visti prima in Italia — podcast, elementi da docu-serie, voce narrante. Una cosa nuova, ibrida, in continuo movimento.

E ci sarà anche Stephan (El Shaarawy, ndr): una grandissima novità perché lui non ha mai fatto nulla del genere!”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Prima di tutto la famiglia: dopo il matrimonio, è il mio pensiero più grande. Poi la laurea, la specialistica, il podcast, le conduzioni, la musica.

E sto lavorando a un mio brand personale, ancora in fase embrionale, legato al tema del benessere. Non posso dire altro per ora, ma è qualcosa che mi rappresenta profondamente”.

Un messaggio finale alle ragazze che ti seguono ogni giorno?

“Che la perfezione non esiste. È una grande illusione — e per di più è noiosa. L’imperfezione è più bella, è più tua.

La cosa più preziosa e unica che abbiamo è essere noi stessi, con pregi e difetti. Le peculiarità non sono debolezze: sono un’arma in più, e sono ciò che gli altri ricordano di te.

Non certo la perfezione, che alla fine è solo qualcosa di statico e asettico”.

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