La perdita di uno o più denti può compromettere non solo l’estetica del sorriso, ma anche la capacità masticatoria e la salute generale della bocca. Per questo motivo l’implantologia dentale non può essere considerata solamente una tecnica, ma è un vero e proprio percorso che richiede fiducia, dialogo e competenza. Quando si parla di implantologia dentale, la prima reazione di molti pazienti è un misto tra curiosità e timore: “Farà male?”, “È adatto a me?”, “Quanto tempo ci vorrà davvero?”. Ne parliamo con il Dottor Vincenzo Del Buono, medico chirurgo specialista in odontoiatria e protesi dentale, che da oltre 30 anni accompagna i pazienti in questo percorso.
Che cos’è un impianto dentale?
«Un impianto dentale è una soluzione stabile per sostituire uno o più denti mancanti. Gli impianti dentali sono radici artificiali in titanio biocompatibile che si integrano perfettamente con l’osso mascellare attraverso il processo di osteointegrazione. Una volta posizionati, gli impianti offrono una base stabile per protesi dentali fisse, garantendo comfort, funzionalità e un risultato estetico impeccabile».
La paura più grande: l’intervento fa male?
«Durante l’intervento il paziente è in anestesia locale e non sente dolore. Dopo può esserci un leggero fastidio, ma è controllabile con farmaci comuni».

Quanto tempo serve per tornare alla normalità?
«Dipende dal caso, ma la chirurgia in sé è rapida. A volte bastano 3 ore per ottenere un’arcata dentale nuova, inserita e protesizzata. Il tutto senza incisioni. Il vero tempo lo richiede la guarigione dell’osso, che deve integrarsi con l’impianto. È un passaggio fondamentale per garantire stabilità e durata nel tempo. Va ricordato che l’impianto non è ‘finito’ una volta messo: servono igiene quotidiana, controlli periodici e attenzione, proprio come per i denti naturali».
Tutti possono fare un impianto?
«La maggior parte delle persone sì. Non conta l’età, ma la salute generale, delle gengive e dell’osso. Quando l’osso non è sufficiente, esistono tecniche per rigenerarlo. Per questo la prima visita è fondamentale: serve a capire cosa è davvero possibile e quale sia la soluzione migliore, senza forzature».
C’è qualcosa che un paziente dovrebbe sapere prima di iniziare?
«Non esistono soluzioni standard. Ogni bocca è diversa, ogni storia clinica è diversa. Il nostro lavoro è ascoltare, spiegare con chiarezza e costruire un percorso su misura. Quando il paziente capisce cosa stiamo facendo e perché, affronta l’implantologia con molta più serenità».

