Nella gara di ritorno valida per i playoff di UEFA Champions League contro il Borussia Dortmund, l’attaccante montenegrino dell’Atalanta Nikola Krstović è stato protagonista di un episodio d’infortunio che ha catturato l’attenzione non solo dei tifosi, ma anche di esperti di salute sportiva e medicina del trauma.
L’azione si è verificata nei minuti di recupero: nel tentativo di colpire di testa un traversone dall’area piccola, Krstović è stato raggiunto da un calcio involontario, ma molto violento, al volto da parte dell’avversario Ramy Bensebaini. L’impatto del tacchetto sul viso ha causato un calcio diretto alla testa e alla fronte, con sanguinamento immediato e un taglio profondo sulla fronte del centravanti, visibile chiaramente nelle immagini successive.
Tipologia di infortunio: colpo diretto e ferita aperta
Dal punto di vista medico, l’episodio subito da Krstović rientra nella categoria delle traumatologie craniofacciali da impatto contusivo con associata una ferita lacero-contusa della cute. Quando un oggetto duro, come lo scarpino di un altro giocatore, colpisce con forza il volto, i tessuti molli (cute e sottocute) possono lacerarsi o essere strappati, spesso accompagnati da contusioni dei tessuti circostanti.
Le principali caratteristiche di questo tipo di infortunio sono:
- Dolore acuto localizzato nell’area di impatto.
- Emorragia superficiale, visibile immediatamente a occhio nudo.
- Tagli superficiali e profondi della pelle, che richiedono medicazione.
- Rischio di gonfiore e possibile lividi (ematomi) nelle ore successive.
- Assenza, nella maggioranza dei casi, di traumi cranici gravi o fratture, se non accompagnato da una perdita di coscienza o sintomi neurologici.
Nel caso specifico di Krstović non ci sono state notizie di traumi cranici più seri come commozioni cerebrali o fratture ossee. Lo staff medico dell’Atalanta e gli specialisti hanno prontamente medicato la ferita, tamponando l’emorragia e applicando bendaggi adeguati al ritorno negli spogliatoi e poi in ospedale per ulteriori controlli.
Cura e tempi di recupero: cosa aspettarsi
Per ferite superficiali e tagli lacero-contusi come quelli riportati da Krstović, il percorso di gestione clinica di solito prevede:
- Detersione accurata della ferita e controllo emorragico immediato.
- Sutura o medicazione compressiva, a seconda della profondità e ampiezza del taglio.
- Terapia antibiotica topica o sistemica, se indicata, per prevenire infezioni locali.
- Ghiaccio locale e riposo attivo, per limitare gonfiore e dolore.
- Monitoraggio dei sintomi neurologici nelle 24-48 ore successive, per escludere eventi più gravi come commozioni.
I tempi di recupero stimati per un taglio ben gestito e senza complicazioni neurologiche gravi sono generalmente brevi:
- 1–3 giorni per la guarigione iniziale della ferita superficiale e riduzione del dolore.
- 4–7 giorni per la completa riduzione del gonfiore e ritorno alle normali attività quotidiane.
- In assenza di complicazioni, un graduale ritorno all’attività sportiva di alto impatto nel giro di 7–10 giorni è possibile, sempre sotto supervisione medica.
Krstović rassicura sulle sue condizioni
Krstović stesso ha cercato di rassicurare i tifosi e i media dopo la partita, postando sui social frasi positive e foto in cui mostra le bende e le medicazioni, accompagnando il tutto con un messaggio: “Ci vediamo presto sul campo. Forza Atalanta!” segno che le prime valutazioni cliniche non hanno evidenziato problematiche gravi oltre il taglio iniziale.
L’infortunio subito da Krstović rappresenta un classico esempio di trauma da impatto diretto al volto nello sport di contatto. Sebbene possa apparire vistoso e doloroso, la prognosi con cure adeguate è generalmente favorevole, con ritorno all’attività atletica possibile in tempi relativamente brevi. Come sempre, resta fondamentale il monitoraggio medico nelle prime 48 ore per escludere complicazioni secondarie e assicurare una ripresa sicura e completa.
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