sabato, Dicembre 6, 2025

Dott. Ursino: “La protesi monocompartimentale, una valida opzione in caso di artrosi. Ma non per tutti”

Il Dott. Nicola Ursino, Chirurgo ortopedico, approfondisce l’indicazione per l’impianto di protesi monocompartimentale di ginocchio

L’artrosi del ginocchio non sempre coinvolge tutti e tre i comparti dell’articolazione (comparto mediale, comparto laterale, comparto femoro-rotuleo) e quando riguarda un solo comparto è possibile ricorrere all’impianto di una protesi monocompartimentale, intervenendo esclusivamente sulla parte malata. “Il comparto più spesso coinvolto dalla patologia è l’impianto mediale”, afferma il Dott Nicola Ursino, Chirurgo ortopedico specializzato nel trattamento di anca e ginocchio e responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Articolare Sostitutiva e Chirurgia Ortopedica C.A.S.C.O. presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.

In questi casi può essere considerata la possibilità di impiantare una protesi di ginocchio monocompartimentale. Vi sono delle condizioni, però, che devono esistere: il legamento crociato anteriore deve essere integro, il patrimonio cartilagineo restante deve essere soddisfacente e il menisco contro laterale deve essere stato risparmiato. In questi casi il paziente può essere considerato idoneo all’impianto di questo tipo di protesi, che va a sostituire il solo comparto artrosico.

“Questo permette di rivestire la parte del condilo femorale, la parte dell’emipiatto interno della tibia e all’interno di queste due componenti viene messo un menisco nuovo, di materiale plastico, il polietilene. Questo è un materiale che da più di 40 anni viene utilizzato nella chirurgia protesica ed è sicurissimo”.

I benefici sono notevoli, come spiega Ursino: “Il paziente avrà un ginocchio molto vicino ad un ginocchio naturale, le prestazioni saranno decisamente superiori e la sensazione di sicurezza durante la discesa delle scale non potrà mai essere paragonabile a quella provata nel caso di protesi totale del ginocchio. In generale, il percorso è più semplice”.

“Il segreto – conclude il Professore – sta nella corretta valutazione del ginocchio del paziente. Non tutti, infatti, possono subire l’impianto di una protesi mono compartimentale, ma coloro che presentano i requisiti per goderne trarranno certamente molta soddisfazione dall’intervento”.

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