Tumori, scoperte le molecole che li rendono più aggressivi

Ci sono tumori che non si limitano a crescere, ma cambiano proprio “forma” per diventare più pericolosi. Una nuova ricerca ha individuato le molecole che permettono alle cellule tumorali di trasformarsi e diffondersi con maggiore facilità.

Lo studio dei ricercatori dell’Ifom

Lo studio, pubblicato sulla rivista Advanced Science, è stato condotto dai ricercatori dell’Ifom (Istituto di Oncologia Molecolare della Fondazione Airc) insieme all’Università Statale di Milano. Al centro dell’analisi ci sono i tumori delle corde vocali, dove è stato osservato un fenomeno molto interessante: il tessuto passa da uno stato compatto e protettivo a uno più fluido e “mobile”.

In condizioni normali, i tessuti del nostro corpo sono solidi e resistono senza problemi alle sollecitazioni quotidiane, come respirare, parlare o persino il battito cardiaco. Nei tumori, però, questo equilibrio si rompe. In particolare nei tumori dell’epitelio, le cellule perdono la loro compattezza, diventano più fluide e riescono così a spostarsi più facilmente, favorendo la formazione di metastasi.

Questo cambiamento è simile a ciò che in fisica viene chiamato “transizione di fase”: un passaggio da uno stato solido a uno fluido. Un processo che, applicato ai tumori, li rende decisamente più invasivi.

I fattori e le cause

Ma cosa lo provoca? I ricercatori hanno individuato alcuni protagonisti chiave: due fattori di crescita, chiamati Egf e Areg. Si tratta di molecole che il nostro organismo produce normalmente, ad esempio per riparare i tessuti danneggiati o stimolare la crescita cellulare. Nei tumori, però, vengono prodotti in eccesso.

In particolare, l’Egf agisce come un vero e proprio interruttore: quando si lega alla superficie delle cellule, attiva una catena di segnali che porta alla produzione di proteine specifiche, le connessine Cx26 e Cx3.

A quel punto succede qualcosa di sorprendente. Le cellule iniziano a comunicare tra loro in modo coordinato, scambiandosi liquidi e modificando il proprio volume. Si gonfiano e si sgonfiano seguendo un ritmo comune, un po’ come uno stormo di uccelli che si muove all’unisono.

È proprio questo comportamento sincronizzato che rende il tessuto più fluido e facilita la diffusione del tumore. Una scoperta importante, perché aiuta a capire meglio come i tumori diventano aggressivi e apre la strada a possibili nuove strategie per bloccarli prima che si diffondano.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli