Sempre più presenti sui corpi degli sportivi, dai dilettanti fino ai professionisti, i nastri kinesiologici sono diventati quasi un simbolo dello sport moderno. Li vediamo alle Olimpiadi, in campo, in palestra. Ma la domanda è semplice: funzionano davvero?
Lo studio proveniente dalla Cina
Secondo una recente analisi pubblicata su BMJ Evidence Based Medicine e condotta dalla Southern Medical University di Guangzhou, le prove scientifiche a favore della loro efficacia sono tutt’altro che solide.
Questi cerotti elastici in cotone vengono utilizzati con l’obiettivo di ridurre il dolore muscolare e articolare e migliorare il movimento. L’idea alla base è che sollevino leggermente la pelle, stimolando i recettori sensoriali e favorendo la circolazione locale. Una teoria affascinante, ma che nella pratica non trova conferme chiare.
L’analisi sui nastri kinesiologici
Lo studio ha analizzato tutti i dati clinici disponibili fino a ottobre 2025, coinvolgendo oltre 15.800 partecipanti e prendendo in considerazione 29 diverse patologie muscoloscheletriche: dal dolore al ginocchio al gomito del tennista, fino alla fascite plantare.
I risultati? Qualche piccolo beneficio immediato si intravede: una lieve riduzione del dolore nel breve periodo e un miglioramento iniziale della funzionalità. Ma attenzione: le evidenze sono definite dagli stessi ricercatori “molto incerte”.
I reali benefici sembrano pochi
Nel medio periodo, invece, i benefici sembrano quasi sparire. Nessun effetto rilevante su forza muscolare, ampiezza di movimento o sintomi specifici delle varie patologie. In sostanza, il kinesio taping potrebbe essere solo leggermente più efficace di un placebo. E non è nemmeno privo di effetti collaterali. Una percentuale significativa di utilizzatori ha riportato irritazioni cutanee (circa il 40%) e prurito (30%).

