È disponibile anche in Italia, e rimborsato da AIFA, un nuovo farmaco in compresse (enzalutamide) che aiuta a rallentare la progressione del tumore alla prostata e a ridurre la possibilità di metastasi nei pazienti con recidiva biochimica ad alto rischio. Si parla di recidiva biochimica quando, dopo un intervento chirurgico o radioterapia, i livelli di PSA si alzano rapidamente senza che vi siano ancora evidenze radiologiche di metastasi. Questa condizione colpisce circa 7-8mila uomini ogni anno in Italia.
Tumore alla prostata tra i più frequenti
Con oltre 40mila diagnosi l’anno, il tumore alla prostata è il più frequente tra gli uomini sopra i 50 anni. Sebbene la maggior parte riesca a convivere con la malattia, in alcuni casi può presentarsi una progressione silenziosa ma pericolosa. Lo studio EMBARK, che ha coinvolto oltre 1000 pazienti, ha dimostrato che enzalutamide, da sola o con la terapia ormonale standard (leuprolide), può ridurre del 58% il rischio di metastasi o morte nei pazienti a rischio elevato, migliorando anche la qualità di vita.
Grandi passi in avanti con questo farmaco
Secondo gli esperti, questo farmaco rappresenta un cambiamento importante nella gestione dei pazienti non metastatici ma ad alto rischio, offrendo una possibilità terapeutica più efficace rispetto alla sola terapia ormonale. Infine, viene ribadita l’importanza di un approccio multidisciplinare: oncologi, urologi e radioterapisti devono lavorare insieme per definire terapie su misura, in base alle caratteristiche biologiche del tumore e del singolo paziente.

