venerdì, Dicembre 5, 2025

Farmaci innovativi: in Italia 14 mesi di attesa per accedere alle nuove terapie oncologiche

L’Italia è tra i Paesi europei con il maggior numero di farmaci innovativi disponibili, ma l’accesso alle terapie oncologiche e ai farmaci orfani è ancora troppo lento. Secondo il rapporto Patients W.A.I.T. 2023, realizzato da Iqvia in collaborazione con Efpia, i pazienti italiani devono attendere in media oltre 14 mesi per poter accedere a cure approvate a livello europeo.

Uno scenario che conferma i progressi del nostro sistema sanitario in termini di disponibilità, ma che evidenzia al contempo criticità nei tempi di rimborsabilità e diseguaglianze territoriali.

Italia seconda in Europa per farmaci innovativi disponibili

Lo studio ha analizzato 167 farmaci approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) tra il 2019 e il 2022, prendendo in esame un campione di 36 Paesi europei e non. L’Italia si posiziona al secondo posto per numero di farmaci innovativi disponibili, con 129 medicinali accessibili su 167, dietro solo alla Germania (147 farmaci).

Anche in ambito specifico, i numeri sono positivi:

  • Per i farmaci orfani, l’Italia è seconda con 45 su 63 disponibili.
  • Per i farmaci oncologici, è quarta in Europa con 40 su 48.

Una posizione che dimostra l’impegno del nostro Paese nel recepire l’innovazione terapeutica, fondamentale per la cura di patologie gravi o rare.

Tempi di accesso: oltre 400 giorni per una terapia

Il dato più critico evidenziato dal report riguarda i tempi di accesso alle terapie innovative. In Italia, l’inserimento dei farmaci nelle liste di rimborsabilità del Servizio Sanitario Nazionale richiede in media:

  • 431 giorni per i farmaci orfani
  • 417 giorni per i farmaci oncologici

Un ritardo significativo rispetto a Paesi come la Germania (96 giorni) o la Danimarca (134 giorni). Anche se l’Italia si colloca sopra la media europea, l’attesa resta troppo lunga, soprattutto per i pazienti con patologie che non permettono di rimandare le cure.

Accesso non uniforme e restrizioni alla rimborsabilità

Un altro elemento che limita l’accesso equo ai farmaci innovativi è la presenza di restrizioni parziali alla rimborsabilità: in Italia circa il 20% dei farmaci disponibili presenta limitazioni, che possono riguardare determinate categorie di pazienti o modalità d’uso.

A ciò si aggiungono le differenze tra le Regioni, che spesso causano ritardi ulteriori nell’adozione dei farmaci a livello locale. Il dato nazionale, infatti, non riflette le disomogeneità territoriali, che rischiano di compromettere l’universalità del diritto alla cura.

Come migliorare l’accesso ai farmaci innovativi

Secondo gli esperti, per ridurre i tempi di accesso e garantire cure tempestive serve:

  • Snellire i processi di valutazione per la rimborsabilità;
  • Uniformare i percorsi regionali, evitando ritardi nella distribuzione;
  • Garantire la sostenibilità del sistema sanitario, bilanciando l’innovazione con la gestione delle risorse.

“L’Italia è tra i Paesi più virtuosi, ma esistono ampi margini di miglioramento per velocizzare l’arrivo dei farmaci ai pazienti”, si legge nel report.

L’Italia si conferma un punto di riferimento in Europa per la disponibilità di farmaci innovativi, ma i tempi di accesso rimangono troppo lunghi. Ridurre la burocrazia, rendere il sistema più rapido e omogeneo e intervenire sulle disuguaglianze regionali sono le priorità per rendere le terapie avanzate davvero accessibili a tutti.

In un’epoca in cui la ricerca offre opportunità sempre più promettenti, garantire accesso tempestivo alle cure non è solo una questione di efficienza, ma anche di equità e giustizia per i pazienti.

Articoli correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultimi articoli