Le fratture vertebrali da compressione si verificano quando le vertebre si fratturano o collassano. Si tratta di uno scenario piuttosto diffuso, ma solo in alcuni casi l’evento scatenante corrisponde ad un trauma evidente. Una frattura vertebrale può verificarsi a causa della riduzione di tessuto osseo, una situazione che si manifesta tipicamente tra i pazienti affetti da osteoporosi, donne in menopausa in primis. Quando la frattura vertebrale è dovuta ad osteoporosi, e quindi ad un danno da compressione, il collasso della vertebra su se stessa causa una riduzione della statura.

 

Scopriamo di più insieme al Dott. Mattia Bruzzo, specialista in neurochirurgia. 

 

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La schiena, che dolore!

Se non si è coinvolti in una caduta o interessati da un trauma rovinoso, come si fa a sospettare una frattura vertebrale? Il sintomo principale è il dolore. Un qualsiasi dolore alla schiena deve essere sempre considerato un importante campanello di allarme per rivolgersi ad uno specialista e indagare il nostro stato di salute. Il dolore che si manifesta nei casi di frattura vertebrale può essere di tipo diverso, improvviso e acuto o costante, che persiste per un periodo di tempo più o meno lungo. Una valutazione professionale permetterà di identificare la causa dello stato doloroso, individuando la terapia migliore volta ad eliminare il dolore e trattare la frattura, evitando il collasso delle vertebre. Attraverso la visita clinica, supportata da esami diagnostici come la radiografia, è possibile ottenere una diagnosi precoce, con conseguente migliore riuscita di cure e trattamenti. 

 

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Fratture vertebrali, una condizione da non sottovalutare

E’ fondamentale non sottovalutare questo tipo di fratture, anche considerando che chi è soggetto ad una frattura vertebrale è maggiormente portato a subire ulteriori fratture a carico delle vertebre adiacenti. In alcuni casi le fratture vertebrali possono interessare anche i nervi, danneggiandoli. I sintomi tipici sono caratterizzati da intorpidimento e debolezza agli arti inferiori e/o superiori, difficoltà nei movimenti più comuni, persino problemi di incontinenza a seconda del danno.  

 

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Terapie e cura

Di fronte ad una frattura vertebrale lo specialista, dopo avere valutato attentamente la situazione e i sintomi del paziente, può optare per una terapia conservativa. In questo caso l’obiettivo è ridurre il dolore, ma la frattura non verrà sistemata. Il trattamento consiste nel mantenimento di un busto (di diverso tipo a seconda del segmento coinvolto) da mantenere sempre al fine di preservare l’immobilità e favorire la guarigione.

 

Tra le possibilità mini invasive ricordiamo la cementazione percutanea (con o senza supporto interno): un’iniezione nella vertebra interessata volta a stabilizzare la frattura.

 

Invece, nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una frattura instabile, si interviene diversamente attraverso un intervento chirurgico di osteosintesi e artrodesi, che sfrutta l’utilizzo di viti metalliche e placche per ridurre la frattura e mantenerla in posizione.

 

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