SHARE4MED, dati e governance per misurare la salute del Mediterraneo

Una piattaforma digitale e una rete di città per accelerare gli obiettivi della Mission Ocean europea.

Articolo a cura di Antonio Novellino, Market Line Manager Smart Cities ETT.

Proteggere il Mediterraneo significa investire in azioni concrete per la tutela degli ecosistemi marini e costieri. Ma come capire se queste iniziative stanno producendo risultati reali? E come valorizzare il lavoro delle amministrazioni che ogni giorno operano per migliorare la qualità ambientale dei propri territori?

Da queste domande nasce SHARE4MED, progetto europeo finanziato dal programma Interreg NEXT MED con un budget di 1,1 milioni di euro, cofinanziato all’89% dall’Unione Europea e attivo fino a gennaio 2028. L’iniziativa punta a rafforzare la cooperazione tra le città costiere del Mediterraneo e a supportare il raggiungimento degli obiettivi della Missione europea “Restore our Oceans and Waters by 2030”.

La Mission Ocean ha fissato traguardi ambiziosi: proteggere almeno il 30% delle aree marine, ripristinare 25.000 chilometri di corsi d’acqua a flusso naturale, ridurre del 50% i rifiuti plastici dispersi in mare e del 30% il rilascio di microplastiche. Per raggiungerli servono non solo interventi sul territorio, ma anche strumenti condivisi per misurare l’impatto delle azioni intraprese.

Dalla Coalizione dei Sindaci a una comunità mediterranea della sostenibilità

SHARE4MED si inserisce nel percorso avviato dal Comune di Genova con la Coalizione dei Sindaci per la Mission Ocean, nata per coinvolgere direttamente le amministrazioni locali nella salvaguardia del mare.

L’obiettivo del progetto è consolidare questa rete e ampliarla, coinvolgendo almeno 10 città costiere del Mediterraneo in un modello di collaborazione basato su dati, indicatori e buone pratiche condivise.

Non si tratta di creare classifiche tra territori, ma di aiutare i decisori pubblici a comprendere quali azioni generano risultati concreti e quali possano essere replicate altrove.

Il ruolo di ETT: trasformare i dati in strumenti di decisione

Capofila del progetto è ETT S.p.A., industria digitale e creativa del Gruppo Dedagroup, che coordina le attività di governance, comunicazione e sviluppo tecnologico. Completano il partenariato il Comune di Genova, il Laboratoire des Sciences et Ingénierie Maritime (LSIM) dell’Università Mohamed Boudiaf di Oran e l’associazione tunisina La Saison Bleue.

Il contributo principale di ETT riguarda la realizzazione del Governance Dashboard, una piattaforma digitale che permetterà ai Comuni di monitorare il proprio avanzamento rispetto agli obiettivi della Mission Ocean attraverso indicatori condivisi.

Grazie infatti a dashboard dinamiche e strumenti di visualizzazione intuitivi, sindaci e amministratori potranno verificare le performance della propria città, individuare aree di miglioramento e confrontare i risultati con quelli di altre municipalità aderenti alla rete.

I dati diventano così uno strumento operativo per orientare le decisioni e valorizzare i risultati raggiunti.

Dalla strategia all’azione

Accanto alla piattaforma digitale, SHARE4MED prevede la definizione di una Shared Transition Agenda for the Mediterranean, un’agenda comune che raccoglierà priorità e azioni condivise dalle città partecipanti.

Il progetto comprende inoltre un intervento pilota nel mare di Oran, in Algeria, dove verrà realizzata una barriera artificiale ecocompatibile per favorire la ricolonizzazione biologica dei fondali e promuovere attività di educazione ambientale rivolte alle nuove generazioni.

«Per ETT, SHARE4MED rappresenta un’importante conferma dell’esperienza maturata nell’ambito dell’ocean intelligence e della gestione sostenibile dei territori costieri», afferma Antonio Novellino, Market Line Manager Smart Cities di ETT.

«La vera innovazione non consiste soltanto nel raccogliere dati, ma nel renderli strumenti utili per guidare le decisioni. Vogliamo aiutare le città a misurare l’efficacia delle proprie azioni, valorizzare i risultati ottenuti e condividere le soluzioni che funzionano meglio.

Solo attraverso una governance collaborativa e basata su dati affidabili sarà possibile accelerare il raggiungimento degli obiettivi della Mission Ocean e costruire un Mediterraneo più resiliente e sostenibile».

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