Il costo di circa 600 prestazioni sanitarie potrebbe aumentare con l’aggiornamento delle tariffe nazionali. Dal prelievo di sangue alla prima visita specialistica, il nuovo tariffario introduce ritocchi che, in alcuni casi, si traducono in un incremento del ticket a carico del cittadino. La revisione riguarda le prestazioni di specialistica ambulatoriale e diagnostica, con l’obiettivo di adeguare i rimborsi alle strutture sanitarie.
Decreto tariffe 2026: quali prestazioni aumentano
L’aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, tra visite ed esami, e 222 codici del nomenclatore dell’assistenza protesica su misura, su un totale di 1.063. L’incremento medio delle tariffe è del 5,8%, ma varia a seconda della prestazione: circa otto su dieci restano invariate. Il provvedimento comporta una spesa aggiuntiva per il Servizio sanitario nazionale stimata in 210,7 milioni di euro all’anno, di cui 183,1 milioni destinati alla specialistica e 27,6 milioni alla protesica.
Ticket sanitario, quanto si paga in più e chi non paga i rincari
Tra le prestazioni interessate ci sono la prima visita specialistica, che passa da 25 a 26 euro, e la prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, da 33,60 a 38 euro. Anche il prelievo di sangue venoso aumenta da 3,80 a 4,30 euro, mentre l’elettrocardiogramma passa da 11,60 a 12,05 euro. Gli importi indicano le tariffe aggiornate delle prestazioni: il ticket effettivamente pagato dal cittadino dipende dalle regole applicabili e dalle eventuali esenzioni.
Per le prestazioni soggette al tetto nazionale, il ticket non può superare 36,15 euro per ricetta. Questo significa che un aumento della tariffa non comporta necessariamente un incremento dello stesso importo per il paziente. Il limite, tuttavia, non esaurisce il quadro delle regole: le modalità di compartecipazione possono variare in base alle disposizioni regionali e alle condizioni di esenzione. Per chi è esente dal ticket, le prestazioni coperte dall’esenzione continuano a non essere soggette al pagamento previsto per gli altri assistiti.
Perché sono cambiate le tariffe sanitarie
L’aggiornamento nasce dalla necessità di adeguare le tariffe di rimborso delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. Il precedente decreto, approvato nel 2024, era stato contestato dalle strutture private accreditate, che ritenevano gli importi troppo bassi; il provvedimento era stato successivamente annullato dal Tar del Lazio. Il nuovo sistema cerca di aggiornare i valori riconosciuti per le prestazioni, con un impatto sia sull’organizzazione dell’offerta sanitaria sia sulla spesa pubblica.
Cosa cambia per chi deve prenotare una visita
Per il cittadino, la novità riguarda soprattutto il costo delle prestazioni erogate attraverso il Servizio sanitario nazionale. Prima di una visita o di un esame è utile verificare il nuovo importo previsto per quella specifica prestazione e l’eventuale applicazione di un’esenzione. L’aggiornamento delle tariffe non significa che tutte le visite e tutti gli esami diventino più cari: l’aumento interessa una parte delle prestazioni, mentre molte restano ai valori precedenti.

