Un video in cui l’ex attaccante di Napoli e Psg Ezequiel Lavezzi appare muovere le gambe in modo insistente ha riportato l’attenzione sul suo percorso di cura, avviato dopo un ricovero nel 2024. Al centro della discussione, un termine clinico spesso frainteso: l’ipomania.
Un’intervista concessa in Argentina, in cui l’ex calciatore Ezequiel “Pocho” Lavezzi appare muovere le gambe in modo irrequieto, è diventata virale sui social e ha riportato l’attenzione sul suo percorso terapeutico. Lavezzi aveva già raccontato pubblicamente di essersi fatto ricoverare in una clinica all’inizio del 2024, spiegando di averlo fatto soprattutto per il figlio, dopo aver attraversato periodi che ha definito complessi.
All’epoca, il suo legale aveva parlato di un disturbo psichiatrico capace di indurre comportamenti autolesionistici, specificando che si trattava di crisi ipomaniacali legate a un disturbo cronico dell’umore. Il movimento delle gambe mostrato nel video ha riacceso l’interesse mediatico, ma secondo diverse fonti sanitarie potrebbe non essere sintomo diretto della condizione, ma un possibile effetto collaterale della terapia farmacologica.
Ipomania: non malattia, ma complesso sintomatico
L’ipomania non è una malattia autonoma, ma uno stato alterato dell’umore che può manifestarsi come sintomo di diverse condizioni psichiatriche, tra cui il disturbo bipolare. È caratterizzata da un aumento anomalo di energia, attività e produttività, accompagnato da euforia o, in alternativa, irritabilità. Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5), un episodio ipomaniacale deve durare almeno quattro giorni consecutivi, con cambiamenti dell’umore e del comportamento evidenti anche a chi osserva dall’esterno. A differenza della mania vera e propria, l’ipomania di solito non compromette in modo grave la vita quotidiana della persona, ma può comunque esporla a un rischio concreto di comportamenti impulsivi o autolesionistici.
Riconoscere il disturbo
Gli episodi ipomaniacali si sviluppano spesso in modo graduale, il che li rende difficili da individuare nelle fasi iniziali. Tra i segnali più comuni figurano comportamenti impulsivi e a rischio, come spese eccessive o decisioni avventate; una sensazione di intraprendenza che spinge verso maggiore attività sociale, lavorativa o sessuale; irrequietezza motoria, come il camminare avanti e indietro; e un aumento marcato della loquacità. Si aggiungono spesso autostima esagerata o vissuti di grandiosità, pensieri accelerati, distraibilità e una riduzione del bisogno di sonno. Gli esperti sottolineano che non va confusa con un semplice stato di buonumore passeggero: è un’alterazione persistente, che può protrarsi da alcuni giorni a diverse settimane e che, in alcuni casi, può sfociare in comportamenti aggressivi.
Fattori scatenanti
Tra i fattori che possono innescare un episodio ipomaniacale, oltre alla predisposizione legata a disturbi dello spettro bipolare, gli specialisti indicano l’abuso di sostanze come alcol, cocaina e anfetamine, ma anche gli effetti collaterali di alcuni farmaci. Proprio su questo fronte si concentra la spiegazione più accreditata per il movimento delle gambe osservato nel video: si tratterebbe di un sintomo extrapiramidale indotto da farmaci, una categoria di disturbi del movimento legata al funzionamento delle vie nervose che regolano la motricità, causata da alcuni antipsicotici, antidepressivi o stabilizzatori dell’umore. Ovvero, un effetto collaterale della cura più che un segno diretto della condizione originaria.
Come affrontare l’ipomania?
Il trattamento dell’ipomania varia in base alla gravità dei sintomi e al disturbo dell’umore a cui è associata. Prevede in genere l’uso di stabilizzatori dell’umore e, quando necessario, antipsicotici, spesso in combinazione con percorsi di psicoterapia individuale o di gruppo: la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia familiare sono tra gli approcci più utilizzati per aiutare la persona a riconoscere i primi segnali di un episodio e gestirli prima che si aggravino.
Accanto alla componente farmacologica e psicoterapeutica, un ruolo importante è affidato a semplici accorgimenti quotidiani: evitare sostanze stimolanti come caffeina e zuccheri, ridurre l’esposizione ad ambienti rumorosi e affollati, mantenere un’attività fisica regolare, curare l’alimentazione e rispettare orari di sonno costanti. La supervisione di uno specialista resta comunque indispensabile, soprattutto per prevenire l’evoluzione verso episodi più intensi o l’insorgenza di fasi depressive.
Sotto la superficie
Al di là del caso specifico, che Lavezzi stesso ha scelto di rendere pubblico spiegando di essersi curato per non compromettere il futuro del figlio, l’episodio ha avuto il merito di riportare l’attenzione su una condizione spesso fraintesa o ridotta a stereotipi. È una lezione di vita: distinguere correttamente i sintomi di un disturbo dell’umore dagli effetti collaterali di una terapia non è un mero esercizio clinico, ma un modo per evitare letture superficiali di comportamenti che, dietro un video virale, possono raccontare un percorso ben più lungo e complesso di quanto un fermo immagine suggerisca a prima vista.

