Sanità ligure, Galliera ostaggio della partita tra Regione e Comune. Salis chiede chiarezza

Il Consiglio regionale approva la legge che consente di incrementare fino a 18,4 milioni di euro i fondi contrattuali del personale sanitario dal 2027. Ma le risorse saranno autorizzate anno per anno e per i dipendenti del Galliera l’accesso agli aumenti è subordinato all’ingresso in Aom. Salis chiede chiarezza sul futuro dell’ospedale: al centro restano i diritti dei lavoratori e la tutela di un presidio storico della città.

Aumenti nella sanità ligure: la legge passa, ma non mancano le incognite

L’aumento delle retribuzioni di medici, infermieri e operatori sanitari è un obiettivo che difficilmente può essere contestato. Il problema è capire con quali risorse, attraverso quali tempi e soprattutto a quali condizioni. È su questo terreno che si è consumato lo scontro in Consiglio regionale, dove il 3 novembre è stato approvato, con 17 voti favorevoli e 13 contrari, il disegno di legge per l’incremento dei fondi contrattuali delle aziende ed enti del Servizio sanitario regionale.

Il provvedimento, presentato come uno strumento per armonizzare verso l’alto i trattamenti economici accessori del personale dopo la riorganizzazione della sanità ligure, prevede la possibilità di aumentare i fondi fino a un massimo del 2% del monte salari regionale del 2018. La cifra indicata è di circa 18,4 milioni di euro a partire dal 2027. La platea comprende dirigenti medici, veterinari e sanitari, professionisti delle diverse aree sanitarie, infermieri, ostetriche, tecnici, personale della riabilitazione e della prevenzione, assistenti sociali e operatori sociosanitari.

La misura, tuttavia, non introduce un aumento automatico e generalizzato delle buste paga. La legge stabilisce che la Giunta regionale può autorizzare annualmente l’incremento dei fondi, nel rispetto degli equilibri finanziari, dei vincoli di spesa e della garanzia dei Livelli essenziali di assistenza. Una formulazione che lascia all’esecutivo la valutazione sulla disponibilità delle risorse e sulla loro effettiva distribuzione. Proprio la mancata previsione di un obbligo di stanziamento e di tempi certi è stata al centro delle critiche delle opposizioni.

Il caso Galliera: gli aumenti legati all’ingresso nell’Azienda metropolitana

Il punto più controverso riguarda l‘Ospedale Galliera. Il testo approvato in Consiglio regionale include i suoi dipendenti tra i potenziali beneficiari degli incrementi, ma introduce una condizione precisa: gli aumenti saranno riconosciuti dal momento dell’ingresso del personale nell’Azienda ospedaliera metropolitana (Aom).

Una clausola inserita attraverso un emendamento della maggioranza durante il passaggio in aula, mentre il confronto tra Regione e ospedale sull’integrazione funzionale è ancora aperto. In altre parole, il riconoscimento economico per i lavoratori del Galliera viene collegato a un passaggio organizzativo che non è ancora stato definito in tutti i suoi aspetti.

È questo il nodo sollevato dalla sindaca di Genova Silvia Salis, che ha definito l’esclusione del personale del Galliera dagli aumenti una scelta «incomprensibile sotto il profilo gestionale e punitiva per la città». La prima cittadina ha ricordato che l’ospedale è stato incluso tra gli enti del Servizio sanitario regionale con la legge regionale 9/2025 e ha contestato alla Regione anche il mancato chiarimento sulla copertura delle perdite di bilancio del 2024 e del 2025. «Il Comune di Genova non starà a guardare mentre si svuota di risorse uno dei principali poli ospedalieri della città», ha dichiarato.

La replica del presidente della Regione Marco Bucci è stata netta: nessuna volontà di privatizzare il Galliera, ma l’obiettivo di integrarlo nell’Aom, secondo quanto previsto dalla legge e dagli accordi esistenti. Per il governatore, l’integrazione sarebbe nell’interesse dei lavoratori, del funzionamento dell’ospedale e dei pazienti. Ma resta una questione concreta: perché il riconoscimento economico dei dipendenti debba dipendere da un percorso organizzativo ancora oggetto di confronto?

«Stesso lavoro, stessa retribuzione»: la richiesta dei sindacati

A riportare la discussione sul terreno delle tutele è anche la posizione espressa dalla CISL FP Liguria. Il sindacato ha chiesto garanzie per i dipendenti del Galliera, richiamando il principio «stesso lavoro, stessa retribuzione» e la necessità di evitare ulteriori disparità economiche e contrattuali tra professionisti che operano all’interno dello stesso sistema sanitario regionale.

La sigla ha inoltre escluso qualsiasi ipotesi di passaggio dei dipendenti al settore privato, ricordando che si tratta di lavoratori pubblici assunti tramite concorso e inquadrati con contratto pubblico. La richiesta è quella di una soluzione rapida e definitiva, che tuteli i diritti del personale e chiarisca il futuro dell’ente.

Il tema non è secondario. In una fase in cui la sanità pubblica deve fare i conti con carenze di organico, difficoltà nel reclutamento e crescente pressione sui servizi, la certezza delle condizioni contrattuali e il riconoscimento economico delle professionalità rappresentano elementi importanti per trattenere competenze e rendere attrattivo il lavoro nel servizio pubblico. L’armonizzazione delle retribuzioni può contribuire a ridurre le disparità, ma rischia di perdere parte del suo significato se alcune categorie di lavoratori restano in attesa di un passaggio amministrativo.

Le modifiche chieste dalle opposizioni e le risposte ancora attese

Le opposizioni hanno dichiarato di condividere l’obiettivo di migliorare i trattamenti economici del personale, contestando però le modalità con cui la misura è stata costruita. Tra le proposte respinte figurava quella di sostituire la formulazione secondo cui la Giunta «può autorizzare» gli incrementi con un più vincolante «autorizza»: una modifica che avrebbe reso meno discrezionale l’attivazione delle risorse. Non è passata neppure la richiesta di anticipare gli effetti economici al 1° gennaio 2026.

È stato invece approvato un emendamento che prevede un confronto regionale con le organizzazioni sindacali prima dell’adozione delle misure. Un passaggio importante, perché la distribuzione delle risorse e i criteri di attribuzione degli incrementi dovranno incidere concretamente sulle condizioni di lavoro di migliaia di professionisti.

È stato approvato anche un ordine del giorno che impegna la Giunta a rendere conoscibili gli stanziamenti effettivi, distinguendoli dalle risorse destinate alle assunzioni, alle prestazioni aggiuntive e ad altre indennità, e a chiarire il rapporto tra fondi disponibili e fabbisogno necessario per l’armonizzazione dei trattamenti. Un impegno che va nella direzione di una maggiore trasparenza, ma che dovrà trovare riscontro negli atti e nelle successive decisioni amministrative.

Il confronto sugli aumenti si intreccia dunque con una questione più ampia: quale ruolo dovrà avere il Galliera nella rete ospedaliera genovese e con quali garanzie per la sua autonomia. La direzione dell’ospedale ha dichiarato di voler raggiungere un accordo per una reale integrazione con la rete metropolitana, tutelando il personale come parte del sistema sanitario regionale e salvaguardando, al tempo stesso, l’autonomia dell’ente prevista dalla normativa e dagli accordi.

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