È morto Francesco Guccini: addio al cantautore italiano, aveva 86 anni

Si è spento questa mattina a Pavana, all’età di 86 anni, Francesco Guccini, tra i più grandi cantautori, scrittori e intellettuali della cultura italiana contemporanea. Ad annunciare la sua scomparsa è stata la famiglia con una nota ufficiale, nella quale si comunica che l’artista è morto circondato dall’affetto della moglie Raffaella, della figlia Teresa e dei suoi familiari.

«Nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata». La famiglia, «nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre».

Le condizioni di salute negli ultimi anni

Negli ultimi anni le condizioni di salute di Francesco Guccini erano progressivamente peggiorate, fino all’aggravarsi avvenuto nella serata del 5 agosto. Già nel 2025 il cantautore era stato ricoverato in ospedale e aveva dovuto trascorrere circa 18 mesi nella propria abitazione, tornando in pubblico solo pochi mesi fa in occasione della mostra Canterò soltanto il tempo, dedicata alla sua carriera e ospitata ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia.

Tra i problemi che avevano segnato l’ultima fase della sua vita vi erano anche gravi difficoltà alla vista, che gli impedivano ormai perfino di leggere. A questo proposito aveva dichiarato: “Non riesco più a leggere, una cosa che mi addolora tantissimo – riporta Il Resto del Carlino -. Per questo guardo molta televisione”.

Gli ultimi lavori discografici

Nel 2022 Guccini aveva pubblicato il suo diciassettesimo album in studio, Canzoni da intorto, mentre nel 2023 aveva inciso un nuovo 45 giri contenente due versioni di Bella Ciao: una interpretata da lui e una realizzata insieme a Tosca.

Nel corso della sua straordinaria carriera ha pubblicato complessivamente 30 album, di cui 17 in studio. Oltre alla musica, si è distinto anche come scrittore, attore e insegnante di lingua italiana presso il campus bolognese del Dickinson College.

Tra le sue canzoni più celebri figurano La Locomotiva del 1972, Canzone per un’amica del 1968 e Autogrill del 1983.

Dall’infanzia a Pavana ai primi passi nella musica

Francesco Guccini nacque a Modena il 14 giugno 1940, pochi giorni dopo l’ingresso dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Il padre Ferruccio fu chiamato alle armi e, dopo aver rifiutato il giuramento di fedeltà ai nazisti, venne rinchiuso per due anni in un campo di concentramento nei pressi di Amburgo.

L’infanzia di Guccini si svolse prevalentemente tra le montagne dell’Appennino, a Pavana, luogo al quale rimase profondamente legato e che ispirò anche il suo primo romanzo, Croniche Epafàniche.

L’avvicinamento al mondo della musica arrivò nel 1960. Dopo essere diventato cronista della Gazzetta di Modena, realizzò un’intervista a Domenico Modugno, reduce da due vittorie consecutive al Festival di Sanremo. Da quell’incontro nacque la sua prima canzone, L’Antisociale, mentre proseguiva gli studi in Giurisprudenza con l’obiettivo di diventare magistrato, senza però conseguire la laurea.

L’inizio della carriera con i Gatti e l’Equipe 84

Nel 1961 Guccini si trasferì a Bologna, prima di partire l’anno successivo per il servizio militare. In quegli anni conobbe Pier Farri, destinato a diventare il suo produttore, e Victor Sogliani, futuro componente dell’Equipe 84.

L’influenza della beat music e di Bob Dylan contribuì alla nascita di brani come Auschwitz ed È dall’amore che nasce l’uomo, successivamente portati al successo dall’Equipe 84. Parallelamente collaborò anche con i Nomadi, grazie all’ingresso di Dodo Veroli nel panorama della musica leggera italiana.

I brani che hanno segnato la sua carriera

L’opera di Guccini è stata caratterizzata da un forte legame con il viaggio, la memoria e il valore simbolico delle città. Da Bisanzio a Venezia, passando per Milano, questi temi sono tornati anche nei lavori successivi con brani come Gulliver, Argentina e Autogrill.

Nel corso della sua produzione ha dedicato pagine importanti anche a Bologna, protagonista dell’omonimo brano del 1982, oltre che a Modena e alla sua amata Pavana. La prima è raccontata nella celebre Piccola città del 1972, mentre Pavana torna protagonista in Natale a Pàvana, realizzata con Mauro Pagani.

Nel primo decennio degli anni Duemila la sua poetica si è concentrata anche su grandi figure della storia e su dialoghi immaginari tra personaggi simbolici. Oltre a Ulisse, Cristoforo Colombo e Che Guevara, Guccini ha dedicato una canzone anche a Carlo Giuliani, il giovane ucciso durante gli scontri del G8 di Genova, nel brano Piazza Alimonda.

L’ultimo album della sua carriera è Canzoni da intorto, pubblicato nel 2022 dopo i due capitoli di Note di Viaggio, realizzati insieme a Mauro Pagani. Nel corso della sua attività artistica ha ricevuto cinque Targhe Tenco, l’ultima delle quali nel 2015 alla carriera.

La produzione letteraria e l’impegno civile

Accanto alla musica, Francesco Guccini ha sviluppato un’intensa attività letteraria durata oltre vent’anni. Dal debutto nel 1989 con Croniche Epafaniche fino al 2020, anno della pubblicazione di Che cosa sa Minosse, scritto insieme a Loriano Macchiavelli, ha firmato complessivamente 26 libri.

Tra le opere più apprezzate figurano Canzoni del 2018, Un disco dei Platters: Romanzo di un maresciallo e una regina del 2021 e Appennino di sangue del 2012.

In una delle sue ultime interviste, rilasciata nel 2018, aveva raccontato quanto la lettura continuasse a rappresentare una parte fondamentale della sua quotidianità, nonostante i problemi alla vista: “Le mie giornate le passo leggendo, anzi facendomi leggere perché ho un disturbo agli occhi e non riesco più a leggere, il che per me è gravissimo perché la lettura è uno dei miei impegni quotidiani più assidui, quindi mi manca, poi ascoltando audiolibri, guardando la televisione, scrivendo e anche la sera, parlando con degli amici, andando fuori a mangiare”.

Alla domanda su un possibile ritorno alla scrittura di canzoni aveva invece risposto: “Non mi manca scrivere canzoni, perché scrivo libri, è un altro modo di scrivere, ma è sempre scrittura”.

Sul piano politico, Guccini è stato noto per il suo impegno civile e per la vicinanza alla sinistra, pur definendosi nel corso della sua vita un anarchico con una forte matrice liberale.

Il 26 maggio 2004 è stato insignito, su iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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