Il reflusso gastroesofageo è una condizione che interessa milioni di persone e che può manifestarsi con sintomi più o meno intensi, dal classico bruciore dietro lo sterno fino alla sensazione di acidità che risale verso la bocca. Accanto ai fattori più noti, come l’alimentazione e alcune abitudini di vita, esistono anche elementi meno considerati che riguardano il modo in cui il corpo si muove e si adatta alle attività quotidiane. Ne abbiamo parlato con il Dott. Stefano Buffoni, fisioterapista e osteopata.
Esiste una correlazione tra reflusso gastroesofageo, postura e diaframma?
“Assolutamente sì. Le persone che lavorano molte ore in ufficio e trascorrono gran parte della giornata sedute tendono spesso ad assumere una postura chiusa e incurvata in avanti. Questa condizione può ridurre la mobilità del diaframma e modificare anche il rapporto anatomico tra lo stomaco e questo muscolo” spiega il Dott. Buffoni. “Quando il diaframma perde parte della sua elasticità e della sua capacità di movimento, può venire meno una delle sue funzioni di supporto. Inoltre, la modifica dell’angolo tra stomaco e diaframma può favorire la risalita dei succhi gastrici verso l’alto, contribuendo alla comparsa dei sintomi tipici del reflusso gastroesofageo, come bruciore e dolore”.
Le parole del dottor Buffoni evidenziano come il corpo funzioni come un sistema integrato, nel quale strutture apparentemente lontane tra loro possono influenzarsi reciprocamente. La postura, infatti, non riguarda soltanto la colonna vertebrale o l’aspetto muscolo-scheletrico, ma può avere ripercussioni anche su altri distretti anatomici e sul modo in cui determinati organi svolgono le proprie funzioni.
Alcuni consigli contro il reflusso
Per chi trascorre molte ore seduto o desidera prestare maggiore attenzione al proprio benessere quotidiano, esistono alcuni accorgimenti pratici che possono aiutare a limitare le condizioni che favoriscono la comparsa dei sintomi.
“In primo luogo è importante cercare di migliorare la posizione mantenuta durante il lavoro. Chi trascorre molte ore alla scrivania dovrebbe cercare di rimanere più esteso con il tronco, evitando di incurvarsi in avanti, e può essere utile utilizzare un piccolo cuscino di supporto nella zona lombare per favorire una postura più corretta. Un altro aspetto importante riguarda la mobilità del diaframma. Per migliorarla si può praticare la respirazione diaframmatica, cercando di gonfiare e sgonfiare l’addome durante il respiro senza utilizzare eccessivamente la parte alta del torace. Questo tipo di respirazione aiuta il diaframma a lavorare in maniera più efficace e naturale. Infine, durante la notte può essere utile evitare di rimanere completamente distesi. Per questo motivo consiglio di utilizzare più cuscini sotto la schiena, in modo da mantenere il busto leggermente sollevato e favorire una posizione più adatta rispetto a quella totalmente orizzontale”.
Si tratta di suggerimenti semplici, che non richiedono particolari strumenti e che possono essere integrati facilmente nella routine quotidiana. L’obiettivo, sottolinea il professionista, è favorire condizioni più funzionali per il corpo attraverso una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini, dal tempo trascorso alla scrivania fino al modo in cui si respira e si riposa durante la notte.

