Terremoto devastante nelle Filippine: almeno 32 morti dopo la scossa di magnitudo 7.8

Le Filippine tornano a fare i conti con la forza distruttiva della natura. Un violento terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito nella notte l’arcipelago asiatico, provocando almeno 32 vittime, 134 feriti e una decina di dispersi secondo i primi dati diffusi dalle autorità locali. Un bilancio che potrebbe purtroppo aggravarsi con il passare delle ore, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie degli edifici crollati.

La scossa principale vicino all’isola di Mindanao

La scossa principale è stata registrata alle 2 del mattino ora locale (le 20 in Italia) con epicentro in mare, a pochi chilometri a sud dell’isola di Mindanao. Secondo i rilevamenti sismici, il sisma si è verificato a una profondità di circa 55 chilometri e a poco meno di 25 chilometri dalla località di Burias.

Il terremoto è stato avvertito in un’area molto vasta, arrivando fino alla provincia indonesiana di Sulawesi Settentrionale, distante oltre 200 chilometri dall’epicentro. Circa novanta minuti dopo il primo evento sismico, una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 6.5 ha interessato la stessa zona, aumentando la preoccupazione della popolazione.

Non solo le Filippine: anche Indonesia e Malaysia coinvolte

Subito dopo il terremoto è scattata l’allerta tsunami nelle Filippine e in diversi Paesi vicini. Indonesia e Malaysia hanno monitorato attentamente la situazione, con Jakarta che ha successivamente revocato l’avviso dopo circa quattro ore e mezza. Le autorità filippine hanno invece invitato la popolazione costiera a spostarsi rapidamente verso aree più elevate per il rischio di onde che potrebbero raggiungere i tre metri di altezza.

Il presidente Ferdinand Marcos Jr. ha rivolto un appello diretto ai cittadini delle zone colpite: «Ascoltate le indicazioni delle autorità e raggiungete immediatamente luoghi sicuri. Non aspettate. La vostra vita vale più di qualsiasi bene materiale». Il capo dello Stato ha inoltre assicurato che il governo nazionale sta coordinando gli interventi di emergenza e le operazioni di assistenza alla popolazione di Mindanao.

Diversi edifici e strutture danneggiate

Numerosi gli edifici danneggiati. A General Santos City, importante centro commerciale e industriale del sud delle Filippine con oltre 700mila abitanti, i soccorritori stanno verificando la possibile presenza di persone intrappolate sotto le macerie di una struttura crollata. Danni sono stati segnalati anche nella provincia di Sarangani, dove il commissariato di Alabel ha riportato crepe significative durante una cerimonia ufficiale. A Manila, invece, è parzialmente crollato l’edificio che ospitava la stazione radiofonica DZRH.

La Protezione Civile ha raccomandato ai cittadini di evitare l’ingresso negli edifici lesionati, sottolineando il rischio di ulteriori cedimenti. «Molte abitazioni hanno subito gravi danni e le squadre di soccorso sono al lavoro senza sosta», ha dichiarato il sergente maggiore Robert Dagon della polizia di General Santos.

Le Filippine si trovano lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico”, una delle aree più attive al mondo dal punto di vista sismico e vulcanico. Questa vasta fascia geologica attraversa gran parte dell’Oceano Pacifico ed è caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche, rendendo l’arcipelago particolarmente esposto a eventi naturali estremi.

Credit Photo: ANSA

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