Un intervento tempestivo per una bambina di otto mesi
Una bambina di otto mesi, affetta da una malformazione congenita, l’atresia delle via biliari, è stata salvata grazie a un trapianto di fegato presso l’ospedale Molinette di Torino. La bambina era stata sottoposta a un primo intervento chirurgico a due mesi presso l’ospedale infantile Regina Margherita, nel tentativo di ripristinare il flusso biliare attraverso una porto-entero-anastomosi secondo la tecnica di Kasai. Questo è un intervento chirurgico che collega l’intestino direttamente al fegato per ripristinare il flusso della bile.
Tuttavia, come accade in circa un terzo dei casi, l’operazione non ha avuto successo, portando a una progressiva degenerazione del fegato in cirrosi epatica. Di conseguenza, la bambina ha sviluppato rapidamente sintomi di insufficienza epatica, tra cui ascite e ittero severo.
La bambina è stata inserita nella lista d’attesa pediatrica per un trapianto di fegato, ma dopo sei settimane senza trovare un donatore compatibile, il padre si è offerto come donatore e le valutazioni mediche ne hanno confermato l’idoneità.
L’intervento era stato programmato per la metà di gennaio, tuttavia, a meno di 72 ore dall’operazione, il Centro Nazionale Trapianti ha segnalato la disponibilità di un fegato compatibile proveniente da un bambino di cinque mesi, deceduto in un’altra regione italiana a causa di una patologia congenita encefalica.
Un intervento complesso e delicato
Nonostante le gravi condizioni della paziente e le difficoltà tecniche legate all’età e alle dimensioni degli organi coinvolti, il professor Renato Romagnoli, direttore del Dipartimento Trapianti e del Centro Trapianto Fegato Adulto e Pediatrico delle Molinette, ha deciso di procedere con il trapianto. L’intervento, durato undici ore, il fegato trapiantato ha ripreso immediatamente la sua funzione, e la bambina è stata risvegliata ed estubata poco dopo l’operazione. La regressione dell’ittero è stata rapida, e la piccola è stata successivamente trasferita nel reparto di Gastroenterologia dell’ospedale infantile Regina Margherita per la riabilitazione post-operatoria.
Donare gli organi è un gesto che può salvare vite
Questo caso rappresenta un esempio significativo dell’eccellenza sanitaria piemontese nel campo dei trapianti e sottolinea l’importanza della donazione di organi. L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, ha espresso il suo apprezzamento per i professionisti coinvolti e ha ringraziato i genitori del piccolo donatore per il loro gesto di grande altruismo, che ha permesso di salvare la vita della bambina.

