In aumento i casi di sindromi simil-influenzali
Nella settimana appena trascorsa, l’Italia ha registrato un incremento nel numero di casi di sindromi simil-influenzali, sebbene con un’intensità minore rispetto alle settimane precedenti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), l’incidenza è salita a 15,0 casi per mille assistiti, rispetto ai 14,4 della settimana precedente.
Dall’inizio del monitoraggio, il totale dei casi stimati di sindromi simil-influenzali ha raggiunto circa 7.705.000, con 886.000 nuovi casi registrati negli ultimi sette giorni. Questi numeri indicano una diffusione significativa del virus influenzale nel paese, anche se l’aumento settimanale appare contenuto.
Distribuzione regionale dell’incidenza
L’incidenza delle sindromi simil-influenzali varia tra le diverse regioni italiane. Regioni come Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia presentano valori di incidenza superiori a 11 casi per mille assistiti, indicando una maggiore diffusione del virus in queste aree. È importante notare che Basilicata e Calabria non hanno attivato la sorveglianza epidemiologica, pertanto i dati relativi a queste regioni non sono disponibili.
Quali sono le fasce d’età più colpite?
L’incidenza è in aumento in tutte le fasce di età, ma i bambini sotto i cinque anni risultano essere i più colpiti, con un’incidenza pari a 25,5 casi per mille assistiti, in aumento rispetto ai 22,6 della settimana precedente. Questo dato evidenzia la vulnerabilità dei più piccoli alle infezioni influenzali e l’importanza di misure preventive specifiche per questa fascia d’età.
Nonostante l’attenuarsi dell’aumento dei casi, è fondamentale continuare a seguire le misure preventive per limitare la diffusione del virus. L’ISS sottolinea che, oltre ai virus influenzali, altri virus respiratori stanno contribuendo al numero complessivo di sindromi simil-influenzali.

