Sempre più persone vengono colpite dalla cheratite da Acanthamoeba, un’infezione dell’occhio che può portare anche alla perdita completa della vista o, nei casi più gravi, all’asportazione dell’occhio stesso. La fascia più interessata è quella dei giovani: è una patologia rara, ma dalle conseguenze potenzialmente devastanti. Nonostante la sua rarità, è una minaccia concreta per migliaia di persone nel mondo, con un’incidenza crescente, in particolare, nei mesi estivi.
Uso scorretto delle lenti: rischio concreto
Il principale fattore di rischio? L’uso scorretto delle lenti a contatto, specialmente quando vengono indossate mentre si fa il bagno in mare, piscina, lago, fiume o anche semplicemente sotto la doccia. L’acqua, infatti, può contenere l’Acanthamoeba, un microrganismo presente in natura, che può insinuarsi sotto la lente e penetrare nel bulbo oculare, provocando infiammazione, dolore e progressiva distruzione dei tessuti oculari.
Una sola terapia, ma non disponibile
A fronte di una patologia così aggressiva, ad oggi esiste una sola terapia disponibile nel mondo, approvata dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) nell’agosto del 2024. Si tratta di un collirio a base di poliesanide, in grado di bloccare l’infezione se somministrato entro i 30 giorni dall’insorgenza dei sintomi. I dati clinici mostrano una efficacia nell’85% dei casi, con il vantaggio di un’applicazione limitata alle sole ore diurne e una durata media della cura di circa quattro mesi.
Il paradosso, però, è che questa terapia, sviluppata grazie alla ricerca italiana, non è ancora disponibile nel nostro Paese. In assenza del via libera dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), i pazienti colpiti non possono accedervi nemmeno tramite l’acquisto privato. Alcuni di loro chiedono che venga almeno autorizzata l’erogazione tramite il fondo per i farmaci orfani, uno strumento previsto proprio per garantire l’accesso a terapie salvavita in caso di patologie rare.
Gli esperti sollecitano
A farsi portavoce della denuncia è Vincenzo Sarnicola, presidente del 23° Congresso della International Society of Cornea, Stem Cells and Ocular Surface (SICCSO), in corso a Grosseto. Sarnicola, tra i massimi esperti mondiali di chirurgia della cornea, sottolinea come i ritardi nell’autorizzazione stiano mettendo a rischio la salute di tanti pazienti. Sarnicola avverte: “I tempi troppo lunghi per l’approvazione non garantiscono il diritto alla cura. La terapia funziona solo se somministrata nelle prime settimane e i pazienti stanno affrontando dolori insopportabili, fotofobia intensa e, in molti casi, devono vivere per mesi chiusi in casa, al buio. Non possiamo permettere che la burocrazia impedisca l’accesso a un trattamento così importante.”
I dati sulla cheratite da Acanthamoeba
Secondo i dati raccolti, la cheratite da Acanthamoeba colpisce ogni anno circa 3 milioni di persone nel mondo, in particolare giovani e giovanissimi. Il 60% dei casi riguarda donne. In Italia, si stima un nuovo caso ogni tre giorni, un numero in crescita a causa della maggiore diffusione delle lenti a contatto e delle abitudini estive poco sicure.
Prevenire è possibile, ma serve maggiore consapevolezza: evitare di indossare lenti quando si entra in contatto con l’acqua, seguire le norme igieniche per la loro pulizia e prestare attenzione ai primi segnali, come arrossamento, dolore o sensibilità alla luce. In attesa che l’AIFA sblocchi l’accesso alla cura, resta forte l’appello da parte di medici e pazienti: non si può perdere tempo quando è in gioco la vista.

