Continua ad aggravarsi il bilancio del violento terremoto di magnitudo 7.8 che ha colpito nei giorni scorsi la parte meridionale delle Filippine, con epicentro al largo dell’isola di Mindanao. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità locali, le vittime accertate sono salite a 61, mentre i feriti hanno raggiunto quota 1.403. Restano inoltre disperse almeno 40 persone, mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca e soccorso nelle aree maggiormente devastate.
Uno degli eventi sismici più forti degli ultimi decenni
L’evento sismico, considerato uno dei più forti registrati nel Paese negli ultimi decenni, ha provocato il crollo di edifici, frane e gravi danni alle infrastrutture, mettendo in ginocchio numerose comunità della regione meridionale. Le autorità stimano che oltre 720mila persone siano state colpite direttamente o indirettamente dal disastro, con migliaia di famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.
Particolarmente pesante il conto dei danni materiali: risultano interessate circa 54mila abitazioni e 725 infrastrutture pubbliche, tra strade, scuole, ponti e strutture essenziali. Le perdite economiche preliminari sfiorano il miliardo di pesos filippini, mentre tredici comuni hanno già proclamato lo stato di calamità per accelerare l’arrivo degli aiuti e delle risorse necessarie alla ricostruzione.
Terremoto Filippine, le zone più colpite
Le zone più colpite si trovano nelle province di Sarangani e South Cotabato, oltre all’area di General Santos City, dove i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie. Le operazioni sono rese particolarmente difficili dalle numerose scosse di assestamento e dai danni alle vie di comunicazione, che in alcuni casi hanno isolato interi villaggi.
Il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha assicurato il pieno sostegno del governo alle popolazioni colpite, mentre prosegue la distribuzione di aiuti umanitari, acqua potabile e beni di prima necessità. La tragedia riporta ancora una volta l’attenzione sull’elevata vulnerabilità delle Filippine, situate lungo la cosiddetta “Cintura di Fuoco del Pacifico”, una delle aree a più alta attività sismica del pianeta.
Credit Photo: Euronews.com

