Operaio di 22 anni muore al Colosseo: nuovo allarme sulla sicurezza sul lavoro

Andrea Moretti è precipitato da circa 10 metri durante lavori in quota per l’installazione del nuovo impianto di illuminazione dell’Anfiteatro Flavio. La tragedia arriva mentre i dati Inail riportano ancora quasi 1.200 decessi sul lavoro in Italia nel 2025.

Incidente sul lavoro al Colosseo, morto un operaio di 22 anni

Tragedia nella notte al Colosseo. Andrea Moretti, operaio di 22 anni specializzato nei lavori in fune in quota, è morto dopo essere precipitato da un’altezza di circa 10 metri mentre era impegnato in un intervento all’interno dell’Anfiteatro Flavio. L’incidente è avvenuto intorno alla mezzanotte e mezza, nel settore del secondo ordine del monumento. Il giovane stava lavorando all’installazione di un nuovo impianto di illuminazione del Colosseo. Dopo la caduta sono intervenuti i soccorritori dell’Ares 118, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati inutili. Sul posto sono arrivati anche i Carabinieri, il medico legale, il pubblico ministero di turno, l’Ispettorato del lavoro e gli operatori dello Spresal dell’Asl.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento. Gli investigatori dovranno ricostruire le circostanze della caduta e verificare le condizioni di sicurezza nelle quali venivano eseguiti i lavori in quota. Il settore del secondo ordine interessato dall’incidente è stato chiuso al pubblico per la giornata del 23 settembre. Il Parco archeologico del Colosseo ha precisato che l’area non è stata sottoposta a sequestro dalla magistratura, impegnata negli accertamenti sulla vicenda.

Sicurezza sul lavoro, quasi 1.200 decessi nel 2025

La tragedia di Roma si inserisce in un quadro che continua a richiamare l’attenzione sulla sicurezza sul lavoro in Italia. Proprio il 22 settembre l’Inail ha presentato la Relazione annuale 2025: nell’anno sono state registrate 600mila denunce di infortunio, in aumento dell’1,2% rispetto al 2024.

I casi con esito mortale denunciati sono stati complessivamente 1.198, di cui 1.189 relativi a lavoratori e 9 a studenti. Rispetto all’anno precedente si registra una diminuzione del 3,3%. Il dato, tuttavia, continua a rappresentare un numero elevato di vite spezzate in relazione all’attività lavorativa. I dati Inail evidenziano inoltre una concentrazione degli eventi mortali in alcuni comparti. Costruzioni, manifatturiero e trasporti raccolgono quasi il 60% dei decessi registrati nella gestione Industria e servizi. Le costruzioni rappresentano quindi uno degli ambiti nei quali la prevenzione degli incidenti resta particolarmente importante.

Nel caso del Colosseo si tratta di un’attività specialistica svolta in quota, un contesto nel quale la gestione del rischio di caduta rappresenta un elemento centrale della sicurezza. Saranno gli accertamenti a stabilire se e quali fattori abbiano determinato l’incidente.

Prevenzione e formazione al centro della sicurezza

La sicurezza sul lavoro non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza dopo un incidente, ma soprattutto la capacità di prevenire i rischi prima che si trasformino in eventi gravi. Nella Relazione 2025, l’Inail sottolinea proprio il rafforzamento delle attività di prevenzione e formazione, con particolare attenzione ai settori maggiormente esposti.

Tra le misure previste figurano anche incentivi per dispositivi di protezione individuale intelligenti, una formazione più mirata nei comparti a maggiore rischio e linee guida per il monitoraggio dei near miss, ovvero quegli eventi che avrebbero potuto provocare un infortunio ma non hanno avuto conseguenze.

La morte di un lavoratore di 22 anni al Colosseo riporta così al centro un tema che riguarda non soltanto il mondo del lavoro, ma anche salute pubblica, prevenzione e cultura della sicurezza. Ogni dato statistico rappresenta infatti una persona e rende ancora più urgente comprendere le cause degli incidenti e intervenire sui rischi evitabili.

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