mercoledì, Febbraio 18, 2026

Oltre un miliardo di viaggiatori all’anno: attenzione alla salute

Con l’estate aumenta il desiderio dei viaggiatori di scoprire mete lontane, spesso esotiche. Oggi, grazie agli aerei e alla globalizzazione, il mondo è sempre più connesso e accessibile. Tuttavia, accanto alle opportunità, i viaggi internazionali espongono anche a possibili pericoli per la salute, legati soprattutto a patogeni poco comuni nei Paesi occidentali.

Rischio concreto di diffusione per i viaggiatori

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), oltre 1,2 miliardi di persone viaggiano ogni anno. Considerando che un aereo può compiere il giro del mondo in sole 36 ore, un tempo inferiore al periodo di incubazione di molte malattie trasmissibili, il rischio di diffondere infezioni al rientro è reale e va preso sul serio.

Paesi in via di sviluppo tra i più frequentati

Sempre più viaggiatori, spiega l’ISS, scelgono destinazioni nei Paesi in via di sviluppo, un tempo meno frequentati. Questo aumenta la possibilità di contrarre infezioni locali e, di conseguenza, di esportarle una volta tornati a casa. Solo dall’Italia, ogni anno, si contano circa 18 milioni di viaggi verso Paesi esteri, molti dei quali situati in aree tropicali.

Ogni viaggiatore, sottolinea l’ISS, deve essere consapevole che proteggere la propria salute significa anche tutelare quella altrui. Una buona prevenzione, attraverso vaccinazioni e profilassi, può ridurre significativamente i rischi. Inoltre, riconoscere e curare tempestivamente eventuali sintomi al rientro è cruciale per evitare la diffusione di malattie infettive e problemi di sanità pubblica.

I consigli dell’ISS

Ecco quindi i consigli dell’ISS: è raccomandata una consulenza medica 4-6 settimane prima della partenza, rivolgendosi al proprio medico curante o a uno specialista in medicina dei viaggi. Vanno valutati attentamente fattori come:

  • eventuali patologie pregresse
  • stato vaccinale
  • allergie
  • farmaci assunti

È fondamentale considerare i rischi specifici legati alla meta di destinazione: qualità dell’acqua e degli alimenti, condizioni ambientali insolite (altitudini elevate, clima secco o temperature estreme), presenza di insetti o animali portatori di malattie e comportamenti che potrebbero aumentare il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili.

Verificare le vaccinazioni prima di partire

Le vaccinazioni restano uno degli strumenti più efficaci di prevenzione. Prima di partire, è importante verificare di essere in regola con le vaccinazioni previste dal piano nazionale italiano, che include:

  • difterite, tetano e pertosse (DTaP),
  • poliomielite (IPV),
  • epatite B (HBV),
  • Haemophilus influenzae b (Hib),
  • morbillo, parotite, rosolia e varicella (MPRV).

In base alla destinazione, può essere opportuno integrare con vaccini o profilassi aggiuntive. Per esempio, la vaccinazione contro la febbre gialla è richiesta in alcuni Paesi (soprattutto in Africa equatoriale e in Sud America), sia per chi proviene da zone a rischio, sia, in alcuni casi, per tutti i viaggiatori, anche se in transito. Questa misura va oltre le disposizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma è fortemente consigliata per chi si reca in aree rurali dove la malattia è endemica.

Per la meningite ACWY, un certificato di vaccinazione è obbligatorio in determinate nazioni, come l’Arabia Saudita e per i pellegrinaggi a La Mecca. Infine, nei Paesi dove la malaria è ancora presente, è essenziale una profilassi adeguata da stabilire in base alla durata del soggiorno e all’area visitata.

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