Mancano oltre 5.700 medici di famiglia: entro il 2028 più di 8mila pensionamenti

In Italia la carenza di medici di famiglia è ormai un problema concreto e diffuso. Oggi ne mancano più di 5.700 e sempre più cittadini fanno fatica a trovare un dottore vicino casa, soprattutto nelle aree più popolose.

I dati destano preoccupazione

Il dato è chiaro: ogni medico segue in media quasi 1.400 pazienti, con punte che arrivano anche a 1.800. Numeri ben oltre il rapporto considerato ottimale, che sarebbe di circa 1.200 assistiti per medico.

Il quadro rischia di peggiorare nei prossimi anni. Entro il 2028, infatti, sono previsti oltre 8mila pensionamenti, mentre il numero di giovani medici che scelgono questa strada continua a diminuire. Una combinazione pericolosa, soprattutto in un Paese che invecchia sempre di più: oggi gli over 65 sono circa 14,6 milioni e oltre la metà convive con più malattie croniche.

Il problema è la programmazione errata

Secondo l’analisi della Fondazione GIMBE, il problema nasce anche da una programmazione sbagliata negli anni, che non ha garantito un adeguato ricambio generazionale. A questo si aggiunge una professione sempre meno attrattiva, con carichi di lavoro crescenti e meno tempo da dedicare ai pazienti.

Negli ultimi decenni, infatti, i bisogni sanitari sono cambiati profondamente. L’aumento dell’età media e delle patologie croniche rende l’assistenza più complessa, ma il numero di pazienti per medico resta elevato. Il risultato è una riduzione della qualità e dell’accessibilità delle cure, soprattutto per anziani e persone fragili.

Una diminuzione dei medici di famiglia costante negli anni

Tra il 2019 e il 2024 i medici di famiglia sono già diminuiti del 14%, scendendo a poco più di 36mila. Oggi gestiscono oltre 50 milioni di assistiti, con forti differenze tra le Regioni. E la situazione reale potrebbe essere ancora più critica: con ambulatori saturi, diventa sempre più difficile esercitare anche il diritto di scegliere il proprio medico.

Nonostante l’aumento delle borse di studio negli anni passati, il sistema non riesce a compensare le uscite. Tra posti non assegnati e abbandoni durante la formazione, il ricambio resta insufficiente. Anche nelle previsioni più ottimistiche, nei prossimi anni mancheranno comunque migliaia di medici.

Per questo, secondo gli esperti, serve una riforma strutturale della medicina generale. L’obiettivo deve essere rendere la professione più attrattiva e riorganizzare il ruolo del medico di famiglia, migliorando formazione, condizioni di lavoro e integrazione con il resto del sistema sanitario.

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