La macchina delle assunzioni in sanità si rimette in moto in Liguria. Le prime nuove immissioni di infermieri sono attese già all’inizio della primavera, a circa due mesi dalla pubblicazione del bando di concorso per 641 posti nell’area metropolitana di Genova. L’annuncio è arrivato venerdì dall’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, a margine dell’evento Macula 2026.
Secondo quanto spiegato dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche a Primocanale, il concorso servirà sia a coprire i posti lasciati scoperti dai pensionamenti, sia a garantire un’occupazione ai neo laureati dello scorso novembre. Ma il fabbisogno resta elevato anche in prospettiva: nei prossimi cinque anni saranno necessari almeno 700 infermieri all’anno, a fronte di un numero di laureati nettamente inferiore.
Oltre 1.300 candidati, prime assunzioni ad aprile
Al concorso hanno già aderito più di 1.300 candidati. “Da questo bando prevediamo assunzioni sia per il settore ospedaliero che, soprattutto, per quello territoriale, con particolare attenzione alle case di comunità”, ha spiegato l’assessore Nicolò. I tempi sono definiti: le prime chiamate dovrebbero arrivare entro aprile, segnando di fatto l’avvio delle assunzioni primaverili.
Nel 2025 già 160 pensionamenti in Liguria
Soddisfazione viene espressa anche dall’Ordine degli infermieri. “La conclusione imminente di questo concorso rappresenta una notizia molto positiva e una vera boccata d’ossigeno per le aziende sanitarie pubbliche”, commenta Carmelo Gagliano, presidente dell’Ordine genovese degli infermieri e direttore delle professioni sanitarie di Aom–Villa Scassi, oltre che vicepresidente nazionale della Fnopi.
“È un passaggio fondamentale – spiega – per colmare i vuoti lasciati dai circa 160 infermieri andati in pensione nel 2025, ma anche per offrire un’opportunità concreta ai 255 laureati di novembre, che potranno essere assunti entro il prossimo aprile”. Resta però il nodo strutturale: “Nei prossimi cinque anni la Liguria avrà bisogno di almeno 700 nuovi infermieri ogni anno, mentre i laureati oggi sono poco più di 280”.
Gli infermieri: servono investimenti strutturali
Da qui l’appello a Regione e Università. “È fondamentale continuare a investire sulla professione infermieristica – conclude Gagliano –. Servono lauree magistrali a indirizzo clinico, indispensabili per la riforma della sanità territoriale, ma anche una valorizzazione economica reale, attraverso indennità contrattuali e incarichi. Per i più giovani chiediamo inoltre borse di studio e soluzioni abitative in convenzione”.

