Quando il problema non riguarda soltanto l’allineamento dei denti, ma interessa anche il rapporto tra mascella e mandibola, il trattamento ortodontico da solo potrebbe non essere sufficiente. In questi casi entra in gioco un percorso multidisciplinare, in cui ortodontista e chirurgo maxillo-facciale collaborano per correggere il difetto scheletrico e restituire al paziente una funzione masticatoria equilibrata, oltre a un’armonia del volto. Ne parla il Dott. Kamran Sadeghi, specialista in Ortodonzia, spiegando quando è necessario questo approccio, come si svolge il trattamento e quale ruolo hanno gli allineatori trasparenti.
In quali casi si combina l’ortodonzia con la chirurgia maxillo-facciale?
“Molto spesso l’ortodontista è chiamato a collaborare con il chirurgo maxillo-facciale per poter creare un’armonia cranio-facciale e ottenere una corretta estetica e una giusta occlusione per il paziente. Può infatti succedere che, a causa di un problema genetico oppure in seguito a un trauma facciale, le due arcate, superiore e inferiore, si trovino in una posizione scheletrica non corretta. In questi casi, il compito del chirurgo maxillo-facciale è correggere il difetto scheletrico attraverso il corretto riposizionamento delle ossa mascellari e mandibolari, mentre l’ortodontista si occupa di creare una nuova occlusione armonica e un risultato estetico equilibrato, adattando la posizione dei denti alla nuova configurazione ottenuta con l’intervento chirurgico”.
Per la fase ortodontica è possibile utilizzare gli allineatori trasparenti?
“Assolutamente sì. Nella fase prechirurgica, l’ortodontista esegue il coordinamento delle due arcate e dell’occlusione seguendo le indicazioni fornite dal chirurgo maxillo-facciale. In questa fase è possibile utilizzare gli allineatori trasparenti. Quando invece si avvicina il momento dell’intervento chirurgico, è necessario passare all’ortodonzia fissa con i bracket fissi, perché rappresenta uno strumento indispensabile per il chirurgo durante la fase operatoria. Una volta concluso l’intervento e dopo il necessario assestamento delle ossa, è possibile tornare agli allineatori trasparenti per eseguire la rifinitura finale del trattamento”.
Quanto dura il percorso?
“Generalmente la fase ortodontica prechirurgica richiede dai 9 ai 12 mesi. Dopo l’intervento chirurgico sono necessari, indicativamente, altri 9-12 mesi di trattamento ortodontico. Considerando l’intero percorso, dalla preparazione all’intervento fino alla rifinitura finale, la durata complessiva del trattamento è di circa tre anni”.

