mercoledì, Febbraio 18, 2026

Quasi 4 italiani su 10 rinunciano alle visite oculistiche nel sistema pubblico

Secondo il nuovo rapporto della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, realizzato in collaborazione con il Censis e intitolato “Vedere meglio, vivere meglio, tutti. La relazione degli italiani con i disturbi visivi e il sistema sanitario”, emerge una fotografia preoccupante sullo stato della salute visiva nel nostro Paese.

Quasi otto italiani su dieci dichiarano di avere problemi di vista: la metà soffre di miopia, mentre circa un quinto è presbite. Si tratta di disturbi che possono compromettere la qualità della vita e che, senza adeguati controlli o trattamenti, tendono a peggiorare nel tempo, aumentando i costi e il bisogno di assistenza.

La difficoltà di accesso alle visite oculistiche

Uno dei principali ostacoli è la difficoltà di accesso alle prestazioni oculistiche nel Servizio sanitario nazionale (Ssn). Sempre più cittadini, scoraggiati da liste d’attesa troppo lunghe, scelgono di rivolgersi alla sanità privata o all’attività intramoenia.

I numeri in percentuale

In particolare, su 100 tentativi di prenotazione nel sistema pubblico, in 39 casi le persone decidono di passare al privato per non aspettare troppo. Per le visite oculistiche, il 62,8% di chi ha problemi visivi si rivolge abitualmente al settore privato, il 32,8% resta nel Ssn e solo il 4,4% opta per l’intramoenia. Anche per gli esami specialistici la tendenza è simile: il 51,9% sceglie il privato, il 42,5% il pubblico e il 5,6% l’intramoenia.

I tempi d’attesa medi

I tempi di attesa nel Servizio sanitario restano lunghi: in media 102 giorni per una visita oculistica e 92 giorni per un esame diagnostico. Inoltre, oltre un quarto degli italiani (26,2%) dichiara di aver trovato le liste d’attesa bloccate o chiuse al momento della prenotazione. Ridotto anche l’utilizzo del Pronto soccorso per urgenze oculistiche: la maggior parte dei pazienti viene classificata come non urgente e molti, scoraggiati dalle attese, abbandonano prima di essere visitati, preferendo poi ricorrere a un medico privato.

Le difficoltà di accesso alle cure si ripercuotono anche sul piano economico e sociale. Circa il 31,2% degli italiani afferma di non riuscire a fare prevenzione oculistica come vorrebbe per motivi economici, mentre il 24,2% ha dovuto tagliare altre spese essenziali per potersi permettere visite, esami o lenti correttive. Infine, quasi un italiano su cinque (19%) ha rinunciato o rinviato l’acquisto di occhiali o lenti a contatto perché non poteva sostenerne il costo.

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