Secondo AIFA, Agenzia italiana del Farmaco, vi è stato un notevole aumento del consumo di antibiotici, con una crescita del 6,4% rispetto al 2022.
I dati evidenziano una sfida complessa e impegnativa, poiché, nonostante l’impegno nelle campagne di sensibilizzazione sull’uso appropriato degli antibiotici per combattere la resistenza antimicrobica, ovvero la capacità dei batteri di resistere agli antibiotici, il tasso di prescrizione rimane elevato, soprattutto al Sud, dove il 44,8% della popolazione ha ricevuto almeno un antibiotico.
La disparità tra le regioni italiane nell’utilizzo degli antibiotici
In Italia, continuano a persistere in maniera significativa ineguaglianze nell’uso degli antibiotici, con un marcata diversità tra Nord e del Sud.
Infatti, al Nord si registrano 14,5 dosi giornaliere per 1000 abitanti, rispetto a oltre 20 dosi al Sud. Queste differenze non possono essere completamente giustificate da fattori epidemiologici, ma sono in gran parte attribuibili a pratiche prescrittive regionali.
Questo comporta a realizzare controlli più importanti e approfonditi delle prescrizioni e di politiche sanitarie più uniformi tra le regioni; quindi è essenziale ridurre questa disparità.
Comunque, in Italia, il consumo di farmaci generici continua a essere contenuto, posizionandosi al terzultimo posto europeo con una quota del 22,8% del totale della spesa farmaceutica.
I costi della spesa farmaceutica totale in Italia
I costi della spesa farmaceutica italiana, nel 2023, hanno raggiunto circa i 36,2 miliardi di euro, di cui il 69% coperto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Questo dato mette in evidenzia come la sanità pubblica rappresenti il principale canale di accesso ai farmaci per gli italiani, perchè la spesa farmaceutica riflette l’accessibilità a trattamenti medici e anche l’evoluzione dei costi sanitari, legati a innovazioni terapeutiche, aumento delle patologie croniche e una crescente longevità della popolazione.
Nel 2023, la spesa territoriale pubblica per i farmaci distribuiti direttamente ai pazienti è aumentata del 3% rispetto al 2022, rappresentando un aumento della domanda di farmaci per malattie croniche come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.
Mentre la spesa per i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, come ospedali e cliniche, ha raggiunto 16,2 miliardi di euro, con un incremento dell’8,4% rispetto all’anno precedente.
Ma i fattori chiave dell’aumento della spesa è l’introduzione di farmaci costosi per trattamenti oncologici, immunologici e rari, come anche l’invecchiamento della popolazione, l’inflazione dei prezzi e dei costi di produzione dei farmaci.
Panorama del consumo e della spesa farmaceutica: cardiovascolari, metabolici e l’aumento degli antidiabetici
Il consumo di farmaci per il sistema cardiovascolare rimane il più alto, con circa di 513,9 dosi giornaliere per 1000 abitanti, in seguito, con 298,6 dosi giornaliere, ci sono i farmaci per l’apparato gastrointestinale e il metabolismo. La spesa pubblica per i farmaci cardiovascolari ha superato i 3,5 miliardi di euro, invece quella metabolica ha raggiunto i 3,3 miliardi.
Per quanto riguarda i farmaci antidiabetici, nel 2023, si è registrato un aumento importante della spesa, con una crescita del 7,6% rispetto all’anno precedente.
Il rapporto OsMed di AIFA sul 2023 evidenzia la necessità di politiche sanitarie più incisive per promuovere un uso appropriato dei farmaci e ridurre le disparità regionali. Devono essere create e divulgate campagne di sensibilizzazione sul consumo consapevole degli antibiotici. Sono necessari passi fondamentali per migliorare la sostenibilità del sistema sanitario e garantire un accesso equo e responsabile ai farmaci in tutto il Paese.

