Un nuovo spray nasale a base di anticorpi potrebbe presto diventare un’arma efficace contro le allergie ai pollini, prevenendo sintomi come rinite allergica e asma. Il trattamento sperimentale ha finora dato risultati promettenti nei test sugli animali e si concentra sull’allergia al polline di artemisia, una delle più diffuse in Europa.
Quanti vengono colpiti dalle allergie ai pollini?
Attualmente, questo tipo di allergia colpisce tra il 10% e il 15% delle persone allergiche ai pollini, mentre complessivamente circa il 40% della popolazione europea soffre di reazioni allergiche causate dai pollini. Secondo le stime, queste allergie comportano ogni anno la perdita di circa 100 milioni di giorni lavorativi e scolastici. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Immunology.
Le parole del principale autore dello studio
“È la prima volta che un anticorpo monoclonale, progettato per colpire uno specifico allergene presente nel polline, viene somministrato direttamente per via nasale e si dimostra efficace nel prevenire sintomi allergici sia nelle vie respiratorie superiori che inferiori”, ha spiegato Kaissar Tabynov, direttore del Centro Internazionale di Vaccinologia dell’Università Nazionale di Ricerca Agraria del Kazakistan (KazNARU) e autore principale dello studio.
Secondo Tabynov, in futuro potrebbero essere creati anticorpi simili anche contro altri allergeni comuni, come quelli dell’ambrosia o delle graminacee. Questo approccio apre la strada a terapie antiallergiche di nuova generazione, mirate, rapide, personalizzate e senza l’uso di aghi.
Il funzionamento dello spray e le fasi dello studio
Il meccanismo dello spray è semplice ed efficace: una volta applicato all’interno del naso, l’anticorpo neutralizza immediatamente l’allergene al momento del contatto. Per realizzarlo, i ricercatori hanno prima indotto nei topi una reazione immunitaria contro il polline di artemisia, facendoli produrre anticorpi. Tra questi, sono stati poi selezionati quelli più potenti attraverso test specifici.
La fase successiva ha previsto la somministrazione degli anticorpi più efficaci, purificati e applicati localmente nelle cavità nasali di cinque topi allergici. I risultati sono stati significativi: i roditori trattati hanno mostrato sintomi allergici molto più lievi rispetto a quelli non trattati. Ad esempio, hanno avuto una reazione di gonfiore dell’orecchio più contenuta, si sono sfregati meno il naso (segno di minor fastidio), hanno mantenuto una buona funzionalità polmonare dopo l’esposizione al polline e presentato minori infiammazioni a livello delle cavità nasali.
Inoltre, è stato osservato un calo delle citochine (molecole che stimolano le risposte infiammatorie) nei polmoni degli animali, confermando l’efficacia dell’anticorpo nel ridurre l’infiammazione allergica.

