Lo studio americano condotto su 22 coppie di gemelli
Negli ultimi anni, si è diffusa sempre di più la raccomandazione di ridurre il consumo di carne per motivi di benessere fisico e sostenibilità ambientale. Nonostante i molti dati e le statistiche disponibili, le discussioni su ridurre o meno l’apporto di carne rimangono accese.
A tal proposito, un team di 14 ricercatori dei dipartimenti di medicina e microbiologia e immunologia presso la Stanford University, in California, ha cercato di affrontare questa sfida conducendo uno studio clinico su 22 coppie di gemelli adulti omozigoti e in buona salute. Per permettere una comparazione degli effetti tra un’alimentazione vegana e una onnivora, ciascuna coppia ha seguito per otto settimane una dieta sana, basata su cereali, frutta e verdura, ma differenziata tra i due gemelli: uno integrava alimenti di origine animale, mentre l’altro no. Ma quali sono stati i risultati?
Come è stato condotto lo studio
I gemelli partecipanti, 34 donne e 10 uomini, avevano un’età compresa tra i 20 e i 60 anni. Nessuno di loro presentava malattie cardiovascolari, e l’indice di massa corporea medio era di 25,9, con un valore superiore a 30 indicativo di obesità moderata.
In modo casuale, è stata assegnata una dieta vegana a uno dei gemelli di ciascuna coppia. Questa dieta escludeva completamente cibi di origine animale, compresa carne, uova e altri prodotti derivati da animali. L’altro gemello, invece, ha seguito una dieta onnivora, che includeva almeno una porzione di pesce, carne o pollo, un uovo e una porzione e mezza di latte o latticini al giorno. Entrambe le diete erano attentamente bilanciate dal punto di vista nutrizionale, includendo verdure, legumi, frutta e cereali integrali, e senza l’aggiunta di zuccheri o cereali raffinati.
I risultati
Arriviamo ai risultati. Dopo il primo mese, i 22 individui del gruppo vegano presentavano livelli inferiori di colesterolo LDL, insulina e peso corporeo. Entrambi i gruppi di gemelli e gemelle hanno mostrato un consumo calorico inferiore rispetto al metabolismo basale. I vegani hanno riportato una minore soddisfazione alimentare e, in base ai dati, hanno assunto una quantità di proteine inferiore rispetto agli onnivori. La notevole differenza si riscontra nella significativamente minore presenza di vitamina B12 nell’organismo dei vegani, motivo per cui spesso si consiglia a coloro che adottano questa scelta alimentare di assumere integratori per colmare tale carenza.
Il ricercatore Christopher Gardner, professore di medicina alla Stanford University e coautore dello studio, ha riferito che su 22 persone assegnate alla dieta vegana, ben 21 hanno scelto di mantenerla anche dopo la conclusione dello studio.
Le critiche
Lo studio nutrizionale è stato però oggetto di critiche per la mancanza del cosiddetto follow-up, ossia la verifica dei risultati dopo un certo periodo di tempo dalla conclusione dell’esperimento. Inoltre, sia la riduzione del colesterolo LDL che del peso corporeo sono stati attribuiti al regime alimentare più rigoroso, indipendentemente dalla composizione specifica degli alimenti. Christopher Gardner ha evitato di prendere posizione a favore di un tipo di alimentazione rispetto a un altro. Si è limitato a dichiarare che “la maggior parte di noi trarrebbe maggior beneficio da una dieta ricca di alimenti vegetali”, ammettendo però che bilanciando gli alimenti nella propria dieta (riducendo l’assunzione di latticini e carne rossa, aumentando il consumo di vegetali senza escludere nulla) e praticando regolare attività fisica, si ottengono maggiori benefici per l’apparato digerente e circolatorio. La controversia sulle scelte alimentari può attendere, ma il dibattito sui “partiti” alimentari proseguirà ancora a lungo.

